Numerosi reperti archeologici di età romana sono stati recuperati dagli agenti delle Fiamme gialle della tenenza di Porto Torres, in località "Marinella". Gli oggetti recuperati, sette reperti di notevole fattura e di grande valore scientifico, sono stati individuati dai militari in una busta, sicuramente nascosti da probabili tombaroli., particolarmente attivi nell'area dove ancora resistono i resti dell'antica Turris libisso-nis. Nei particolari, i reperti recuperati dagli agenti delle Fiamme gialle, che hanno agito in sintonia con il personale della Soprintendenza per i beni culturali di Sassari, risultano appartenere a differenti elementi architettonici: alcuni frammenti di iscrizione numeraria, alcune decorazioni architettoniche e una porzione di bassorilievo. Secondo le prime interpretazioni degli esperti archeologi della Soprintendenza, i reperti ritrovati a Marinella apparterrebbero con molta probabilità ad un antico edificio di uso pubblico della colonia di Turris Libissonis, una delle maggiori città romane del Mediterraneo. I reperti ritrovati e sottoposti a sequestro sono quindi finiti, in custodia giudiziale, presso l'Antiquarium turritano, a disposizione della locale sede della Soprintendenza. Da anni, nell'area archeologica dove sorgeva la città con il porto, numerosi scavi hanno portato alla luce la testimonianza della vita economica e sociale di quell'antico sito e dei commerci chev vi venivano esercitati. È chiaro che le varie scoperte, molto spesso reclamizzate, hanno esercitato un certo appetito per i ladri di reperti archeologici e di tombaroli. In questo quadro, appare di grande importanza l'attività della Guardia di finanza che, anche nel 2006, prosegue in sinergia con la Soprintendenza ai beni culturali, «con l'obiettivo di tutelare il patrimonio sardo che continuamente viene esposto ai molteplici rischi di manomissione, degrado e sottrazione».