ROMA. Approvazione definitiva oggi alla Commissione cultura del Senato per la legge sui siti Unesco, che già ieri aveva avuto l'ok della Camera, dove il testo era stato modificato. E per l'Italia, fa notare Nicola Bono, sottosegretario per i Beni e le Attività Culturali, «è un momento storico». Per il sottosegretario, che ha seguito con grande attenzione l'iter di tutte le ultime candidature italiane per la prestigiosa lista del World Heritage, si tratta del «primo significativo atto del Legislatore italiano per adottare modalità di corretta gestione del patrimonio culturale nazionale e, quindi, perseguire in maniera sistematica la tutela e la valorizzazione dei luoghi d'eccellenza presenti sul nostro territorio». Il provvedimento, spiega ancora il sottosegretario Bono, riconosce il valore simbolico dei siti italiani Unesco, e prevede una serie di misure di sostegno per favorire i flussi turistici e i servizi culturali offerti. Tra questi, lo studio delle criticità di ogni singolo sito e i servizi per la pulizia e la manutenzione ordinaria, la creazione di aree di ospitalità interne e la realizzazione in aree contigue di spazi per la sosta e la mobilità, servizi di assistenza culturale e diffusione della conoscenza dei siti Italiani Unesco nelle istituzioni scolastiche. Ma soprattutto, la nuova legge «definisce e codifica, una volta per tutte - fa notare il sottosegretario - il Piano di Gestione dei siti Unesco, riconoscendolo quale strumento fondamentale per il perseguimento degli obiettivi di tutela e valorizzazione dei siti». Primo momento di riflessione per la nuova legge, conclude, sarà la «IV Conferenza Nazionale dei Siti Unesco Italiani», in programma a Siracusa dal 10 al 12 marzo. L'Italia, investita dall'Unesco anche del ruolo di caschi blu della cultura, è ad oggi al top nella classifica del World heritage, dove i siti italiani considerati patrimonio dell'umanità sono 40. Ma non basta, in lista di attesa, pronti a presentare le candidature ci sono altri 46 tesori no-strani. Due candidature, quelle per la Strada Nuova e i Rolli di Genova e quella per le Dolomiti (che rientrerebbero nella lista dei siti naturali) sono già avviate. Il governo le presenterà nella sessione 2006 del comitato mondiale.