Il ministero ripristina il finanziamento e ottiene un sostanziale via libera sul progetto insieme ai fondi degli enti locali Emiliano, «commissario di fatto», si impegna per Comune e Regione Trattandosi di un accordo sul teatro più prestigioso della città, non è bello chiamarlo il «patto delle orecchiette». Ma ieri a Roma, prima nei saloni del Ministero, poi nella stanza del direttore generale Salvo Nastasi e poi davanti ad un piatto di orecchiette, è stata siglata un'intesa che - se tutto andrà per il meglio - permetterà di bloccare le polemiche sul Petruzzelli e di riavviare invece la sua ricostruzione. La «missione» del sindaco Michele Emiliano a Roma si è chiusa ieri sera alle 21 con la sigla di due fogli dattiloscritti che sono il risultato di riunioni estenuanti tenute per tutta la giornata e del mare di scontri, pacificazioni e accuse incrociate che si sono susseguiti negli ultimi mesi e anni. Alla fine, chi firmava sorrideva: felicissimi il sindaco e Nastasi, soddisfatti il ministro Rocco Buttiglione e il sottosegretario Nicola Bono. L'accordo rimette in moto l'idea dell'appalto, che sembrava tramontata dopo che il Ministero aveva revocato il finanziamento di 4,3 milioni di euro concessi per la ricostruzione. Ora, i soldi tornano a Bari e Bari (come Fondazione e istituzioni) si impegnano a versare i propri denari. L'ACCORDO - La premessa numero uno è «l'urgenza e la necessità di riprendere i lavori di ricostruzione», anche per evitare il «volo» verso altri lidi dei fondi pubblici ministeriali. L'effetto numero uno è che il sindaco di Bari s'impegna ad attivare «senza indugio» le procedure per far sì che nelle casse della Direzione dei Beni Culturali (direttore Ruggero Martines) arrivino subito i 5 milioni di euro già stanziati dal Comune nonché quelli della Regione (altri 6,5) e della Provincia (5 milioni, già deliberati). Insomma, i soldi degli enti locali da un lato del tavolo e i soldi del Ministero (4,3 milioni) dall'altro lato dello stesso tavolo su cui si discute la ricostruzione. IL PROGETTO - In 24 ore sembrano essersi dissipate le nuvole dense dei giorni scorsi, quando dopo la relazione dei tecnici chiamati a giudicare il progetto di restauro del teatro (gli ingegneri Reinhold e Cova) si erano aperte nuovamente le cateratte delle polemiche. E allora? Cosa è cambiato? Il progetto va bene o si devono modificare acustica e spazi del Petruzzelli? L'accordo sul punto è laconico ma in sostanza chiarissimo: versati i soldi alla Direzione regionale dei Beni Culturali, questa dovrà - d'intesa con il presidente della Fondazione (e cioè Emiliano - coordinare e promuovere le attività di ricostruzione anche attraverso la «rimodulazione» del progetto. Stante cioè la relazione dei tecnici, si vedrà quali migliorìe sono subito realizzabili e, tenuto conto dei soldi a disposizione, si metterà mano alle modifiche. I SOLDI - Se il versamento dovesse arrivare subito, è chiaro che ci saranno i 16,5 milioni di euro per il teatro, cifra di cui si parla da tempo senza mai vederla. La Direzione regionale continuerà a fare da ente appaltante ed è chiaro che l'appalto in questo caso potrebbe partire anche 10 giorni dopo il versamento delle cifre. In questo caso e cioè se tutto filasse liscio, la prospettiva di vedere il Petruzzelli pronto in due anni (o più) sarebbe effettiva. Ma si è capito, guardando ai 14 anni passati, che sul tema Petruzzelli, la prudenza è d'obbligo. IL RUOLO DEL SINDACO - A Roma è andato solo Emiliano, nessun rappresentante della Regione o della Provincia come si era verificato precedentemente. E in effetti, nel testo dell'accordo, il sindaco - da presidente della Fondazione - prende nelle sue mani la situazione e si fa carico dei versamenti. Insomma, fa da garante, fa da «commissario», anche se quest'ultima parola è stata bocciata, esclusa, smentita. Fatto sta che la Fondazione ha preso il suo ruolo-guida e nel testo dell'accordo si dice esplicitamente che la Direzione dei Beni culturali dovrà coordinare la ricostruzione «d'intesa con il presidente della Fondazione». IL MINISTRO - Mediatore dell'accordo è stato Salvo Nastasi, direttore generale del Ministero, che (barese di origini) ha avuto un mandato preciso dal ministro e dal sottosegretario di trovare una soluzione, senza cedere su alcuni punti fermi e irrinunciabili per il Ministero. Il ministro Rocco Buttiglione, nella cui stanza sono stati a lungo ieri Nastasi ed Emiliano, ha concluso dichiarando che «ora in avanti si auspica una collaborazione rinforzata» fra il ministero e la Fondazione. Quanto al commissariamento, «il presidente della Fondazione ha poteri già sufficientemente ampi», è stato riposto. Insomma, si volta pagina. Su il sipario, speriamo.