«Il decreto milleproroghe ha tagliato 30 milioni di euro alla soprintendenza di Pompei». A rilanciare l'allarme è ancora una volta il segretario nazionale della Uil Beni culturali Gianfranco Cerasoli. Proprio Cerasoli, due settimane fa, aveva denunciato gli imminenti tagli facendo riferimento a un emendamento presentato in Senato dal parlamentare Asciutti. La vicenda si era però conclusa con una smentita da parte del viceministro ai Beni Culturali Antonio Martusciello, che aveva annunciato l'avvenuto ritiro della proposta. Ieri sera, però, il nuovo comunicato di Cerasoli: «I tagli previsti sono appena stati approvati alla Camera; ora Martusciello, che aveva accusato la Uil e il suo segretario di fare politica, dica a Pompei e al suo comprensorio a quale gioco sta giocando e qual è la strategia per smantellare Pompei». Con il decreto, aggiunge, «si potranno destinare, fino a un massimo di trenta milioni di euro, gli introiti derivanti dai biglietti di ingresso agli scavi di Pompei per interventi cantierabili immediatamente». Nessun commento, per ora, dal city manager della soprintendenza vesuviana Luigi Crimaco: «Una notizia al momento impossibile da commentare - ha detto l'amministratore - prima di esprimere qualsiasi parere sulla vicenda voglio vederci chiaro».