Ok della Corte Costituzionale al condono edilizio della Regione Toscana. La consulta ha invece bocciato in parte le leggi regionali di Campania, Emilia Romagna e Marche. Via libera, invece, alle leggi di Veneto, Toscana, Lombardia e Umbria, anche queste impugnate dal governo dinanzi alla Consulta. Le questioni di legittimità sollevate dal governo sulle leggi di Toscana, Veneto, Lombardia e Umbria sono state giudicate infondate o inammissibili. I giudici della Consulta si sarebbero più volte richiamati, nelle motivazioni, a una loro precedente decisione del giugno del 2004, fu stabilita la piena competenza dello Stato a determinare in via esclusiva il condono sul versante delle responsabilità penali relative a costruzioni abusive, ma venne affermato che sul piano del condono amministrativo lo Stato non può escludere il potere delle Regioni ad articolare e specificare la legislazione statale mediante proprie leggi, pur nel rispetto dei principi fondamentali stabiliti dallo Stato. Sei mesi dopo, nel dicembre del 2004, il governo fece ricorso alla Consulta impugnando quelle norme regionali che - aveva spiegato il ministro degli Affari Regionali Enrico La Loggia - avevano finito per svuotare di significato la legge nazionale sul condono edilizio. «Una grande soddisfazione». Così il presidente della Regione Toscana Claudio Martini ha accolto la notizia «Leggeremo con attenzione le disposizioni della Corte - ha proseguito Martini - per comprenderne fino in fondo il significato». «Se le prime notizie saranno confermate - ha aggiunto - vediamo riconosciuta la giustezza della nostra battaglia che ha visto la Toscana tra le prime Regioni a legiferare in materia». «Una battaglia - conclude il presidente Martini - condotta con rigore e competenza. A chi dal Polo, in Toscana, ci critica per una preconcetta ostilità verso il governo, la decisione della Corte Costituzionale dimostra che nella nostra iniziativa non c'era niente di pretestuoso».