Sul condono edilizio la Toscana vince il contenzioso con il governo Berlusconi. La Corte Costituzionale ha dato il via libera alle leggi 'antiabuso' approvate dal consiglio regionale toscano e da quelli di Veneto, Lombardia e Umbria, mentre ha bocciato in parte le leggi di Campania, Emilia Romagna e Marche, anche queste impugnate dal governo davanti alla Consulta perché in contrasto con il provvedimento varato a Roma. Con più decisioni - discusse dalla Corte nella camera di consiglio martedì sera e che verranno depositate nei prossimi giorni - i giudici avrebbero considerato infondate le questioni di legittimità sollevate dal governo sulla legge regionale toscana richiamandosi, nelle motivazioni, a una precedente decisione del giugno del 2004 in cui fu stabilita la piena competenza dello Stato a determinare in via esclusiva il condono sul versante delle responsabilità penali relative a costruzioni abusive ma venne affermato che sul piano del condono amministrativo lo Stato non può escludere il potere delle Regioni ad articolare e specificare la legislazione statale attraverso proprie leggi. Ovviamente soddisfatto della sentenza il presidente della Toscana Claudio Martini: «Vediamo riconosciuta la giustezza di una battaglia che ha visto la Toscana tra le prime Regioni a legiferare in materia. Una battaglia condotta con rigore e competenza. A chi dal Polo, in Toscana, ci critica per una preconcetta ostilità verso il governo, la decisione della Corte Costituzionale dimostra che nella nostra iniziativa non cera niente di pretestuoso». Commentano la decisione della Consulta i Ds del consiglio regionale: «Ancora una volta cè la dimostrazione che le nostre leggi non sono iniziative pretestuose contro il governo», dice il coordinatore della segreteria toscana Andrea Manciulli. «Il controcondono è stato un atto legittimo con il quale la Toscana ha voluto limitare i danni provocati al suo territorio da una legge nazionale scellerata». Il presidente della Margherita Erasmo DAngelis aggiunge: «E ormai chiaro che tipologie degli abusi da sanare e volumetrie sono di stretta competenza dellattività legislativa regionale. Col suo ricorso il governo ha solo aggiunto unaltra sonora sconfitta al suo pessimo curriculum» La normativa toscana restringe fortemente la possibilità di sanare ampliamenti delle residenze: lampliamento condonabile non può superare i 100 metri cubi. La legge nazionale prevede invece la possibilità di condonare fino a 750 metri cubi per ogni richiesta presentata e fino a 3mila metri cubi per edificio.
Toscana batte Roma sul condono edilizio
La Corte Costituzionale ha dato il via libera alle leggi 'antiabuso' approvate dal consiglio regionale toscano e da quelli di Veneto, Lombardia e Umbria, mentre ha bocciato in parte le leggi di Campania, Emilia Romagna e Marche. La Toscana ha vinto il contenzioso con il governo Berlusconi. La legge toscana restringe fortemente la possibilità di sanare ampliamenti delle residenze, limitando il condono a 100 metri cubi. La legge nazionale prevede invece la possibilità di condonare fino a 750 metri cubi per ogni richiesta presentata e fino a 3mila metri cubi per edificio. Il presidente della Toscana Claudio Martini è soddisfatto della sentenza.
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