Sì al condono per piccoli ampliamenti, sia civili che produttivi,ma no per le nuove costruzioni. È quanto prevede la legge toscana sul condono, che ha avuto il via libera della Corte Costituzionale, dopo l'impugnazione del governo. «Questa sentenza - commenta il presidente della Regione Claudio Martini - conferma la correttezza e la validità della nostra legge sul condono. Una legge che promuove una visione moderna del senso civico e impedisce ogni speculazione dei soliti furbi e al tempo stesso non impedisce di sanare i piccoli abusi dettati da necessità familiari o produttive». STOP AL CEMENTO In Toscana e per i toscani il condono salva abusi del governo Berlusconi non passa. La Corte Costituzionale ha dato ragione alla Regione e alla sua legge che limiti (e di molto) gli effetti della normativa nazionale. «È una sentenza - commenta il presidente della Regione Claudio Martini - che conferma la correttezza e la validità della nostra legge sul condono. Una legge che promuove una visione moderna del senso civico e impedisce ogni speculazione dei soliti furbi, Ma al tempo stesso essa non impedisce di sanare i piccoli abusi dettati da necessità familiari o produttive». Una legge che, come ricorda l'assessore all'urbanistica Riccardo Conti, serve a tutela il patrimonio più grande che ha la Toscana «il proprio territorio». Soddisfatti anche Ds e Margherita. «La nostra battaglia era giusta» spiega Andrea Manciulli responsabile enti locali della Quercia che aggiunge «ancora una volta c'è la dimostrazione che le nostre leggi non sono iniziative pretestuose contro il governo: la legge sul condono è stato un atto legittimo con il quale la Toscana ha voluto limitare i danni di una legge nazionale scellerata come quella sul condono edilizio. È un diritto della Toscana proteggere il proprio territorio». Parla di «schiaffo al governo Berlusconi» il presidente della commissione regionale Ambiente Erasmo D'Angelis secondo cui la legge regionale «ha ridotto gli effetti devastanti dell'ennesima sanatoria nazionale degli abusi edilizi. Noi abbiamo tutelato il nostro patrimonio ambientale e naturale e un'urbanistica regolata dai piani regolatori comunali e dalle norme regionali». Concretamente adesso i comuni potranno concludere l'istruttoria delle istanze di condono presentate a suo tempo dai cittadini applicando la legge regionale. E quindi non ci sarà la possibilità di sanare nuove costruzioni e neppure gli interventi in aree demaniali. Inoltre la legge toscana ammette solo il condono per interventi le cui destinazioni d'uso non siano in contrasto con quelle previste dagli strumenti di pianificazione. Quanto agli ampliamenti di abitazioni non possono superare i 100 metri cubi. Molto meno di quello che diceva la legge nazionale che faceva salire la sanatoria fino a 750 metri cubi per domanda e fino a 3mila metri cubi per edificio. In Toscana è però prevista la sanatoria per ampliamenti di strutture produttive. È possibile condonare fino a 300 metri cubi, ma non oltre il 30 per cento di edifici destinati a attività industriali, artigianali o commerciali. Per quelli agricoli deve essere mantenuta per venti anni la destinazione agricola. Insomma niente villetta al posto della stalla.