La sentenza della Corte Costituzionale, che ha respinto il ricorso del governo contro la legge della Toscana sul condono edilizio, conferma la correttezza e la validità del nostro provvedimento rispetto al condono del governo Berlusconi» esulta Claudio Martini. Ma la replica di Maurizio Dinelli, capogruppo di Forza Italia in Regione, parla di grave penalizzazione per i toscani: «Indipendentemente dalle motivazioni della Corte, il dato di fatto è questo: il condono concesso alla stragrande maggioranza degli italiani qui è vietato. Il centrosinistra e Martini impongono diktat di stampo sovietico a chi li ha votati. Il condono edilizio toscano è più costoso, più difficile e più lungo nelle procedure rispetto alla legge nazionale del centrodestra. Che qui non vale». Martini e l'assessore all'urbanistica, Riccardo Conti, ribattono che già nel 2004 la Consulta aveva affermato la facoltà delle Regioni di adattare le disposizioni nazionali alla realtà dei propri territori. Martini e Conti dicono: «La nostra legge promuove una visione moderna del senso civico e impedisce ogni speculazione dei furbi. Ma al tempo stesso non impedisce di sanare i piccoli abusi dettati da necessità familiari o produttive». Ma vediamo, nel dettaglio, che cosa prevede la legge toscana che ora ha il via libera. Nuove costruzioni La legge toscana esclude sanatorie per nuove costruzioni abusive, mentre la normativa statale prevede questa possibilità. Aree demaniali La normativa toscana non condona costruzioni su aree demaniali. La legge del governo Berlusconi concede invece sanatorie anche a questi interventi, con l'eccezione del demanio marittimo «di preminente interesse nazionale». Destinazioni d'uso La legge toscana ammette il condono solo per interventi le cui destinazioni d'uso non siano in contrasto con quelle previste dai piani regolatori. Viceversa, la legge statale ammette al condono interventi che cambino la destinazione d'uso dell'immobile, anche se non è prevista dagli strumenti di pianificazione. Ampliamenti di abitazioni La legge toscana limita a 100 metri cubi l'ampliamento delle abitazioni. La norma nazionale consente invece di sanare fino a 750 metri cubi per domanda e fino a tremila metri cubi per edificio. Ampliamenti di strutture produttive Qui la legge toscana è più permissiva. La norma nazionale, infatti, non prevede ampliamenti di strutture produttive. In Toscana sarà possibile sanare aumenti di volume fino a 300 metri cubi (ma non oltre il 30 dell'esistente) negli edifici per attività industriali, artigianali, commerciali. Gli edifici agricoli ampliati e condonati devono mantenere per 20 anni la loro destinazione.