È ancora «guerra dei pennelli» con il nuovo regolamento comunale per i pittori. Altro ricorso al Tar Doppi turni per quarantaquattro pittori. Dividendosi tra piazza Navona e Trinità dei Monti, riusciranno a lavorare in 88 (33 intorno alla Fontana dei Fiumi e 11 vicino alla Barcaccia), n Campidoglio ha approvato ieri il nuovo regolamento per i pittori che mette a disposizione degli artisti romani 88 posti complessivi (a piazza Navona sono 19 in meno degli attuali 52). Entro 90 giorni verrà stesa una graduatoria per dare la preecedenza a chi lavora da più tempo. Ma i pittori hanno accolto la decisione annunciando manifestazioni, proteste e un ricorso al Tar. «Il nuovo regolamento - ha detto il portavoce dei pittori Salvatore Cosso - è particolarmente offensivo, perché proprio martedì abbiamo presentato al Comune una relazione tecnica illustrata, con tanto di rilievi planimetrici e un precedente studio fotografico, che dimostra come noi non siamo di nessun impaccio per la piena visibilità e godibilità di tutti i monumenti». Lo studio, curato da Claudio Mieli, architetto e pittore tra i più antichi concessionari, indica due file di postazioni anziché quattro, con un loro indietreggiamento rispetto all'asse mediano di piazza Navona. Già da domani, ha fatto sapere Cosso, potrebbero comparire, tra i ritratti e i paesaggi esposti in piazza, degli striscioni di protesta. «Tutti i turisti e i passanti - ha detto il pittore - debbono sapere che questa amministrazione di centrosinistra, mentre promette il lavoro, lo toglie. Nei cartelli - ha aggiunto Cosso - scrivono "Oggi precarietà, domani lavoro", ma riducono a precariato gente che lavora ed è a costo zero per la società».
Pittori, ancora un ricorso al Tar
Il Comune di Roma ha approvato un nuovo regolamento per i pittori che lavorano in piazza Navona e Trinità dei Monti. Il regolamento prevede 88 posti per gli artisti, divisi in due file con un indietreggiamento rispetto all'asse mediano della piazza. I pittori hanno accolto la decisione con manifestazioni, proteste e un ricorso al Tar. Il portavoce dei pittori, Salvatore Cosso, ha criticato il regolamento, affermando che è particolarmente offensivo e che la società non deve pagare il costo zero per la precarietà. I pittori potrebbero esporre striscioni di protesta in piazza.
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