Su villa Serena chi si ferma è perduto e difatti il match di pugilato a suon di carte bollate fra Comune di Piacenza e Soprintendenza ai Beni architettonici non accenna a finire. Le novità: il Tar di Parma ha fatto slittare al 21 febbraio l'udienza che doveva svolgersi ieri a seguito del secondo ricorso presentato dall'ente pubblico contro la procedura avviata dalla Soprintendenza per il vincolo indiretto allargato sull'area intorno alla bella villa settecentesca. Il rinvio si deve al fatto che sono venuti a mancare i dieci giorni previsti per legge tra l'udienza e la ricevuta notifica alle parti in causa, ai proprietari di Villa Serena, alla Soprintendenza e all'Avvocatura di Stato. Questo secondo ricorso è frutto della determinazione di Palazzo Mercanti a salvaguardare il progetto stradale che passa davanti alla villa, ma è rafforzato anche da opportunità economiche: il Comune ha già versato 230 mila euro per l'avanzamento dei lavori della contestata bretèlla in costruzione tra la Tangenziale sud e via Einaudi con lo scopo di alleggerire il traffico pesante, ma giudicata un irreparabile sfregio estetico da Sgarbi. I lavori non hanno mai subito vere e proprie battute d'arresto se non nei giorni peggiori di maltempo, ad aggiudicarseli è stata la ditta Ruscalla di Asti per un importo di 807mila euro. A quanto si è appreso, in dicembre il soprintendente Luciano Serchia - dopo aver notificato a decine di proprietari in zona l'avvio per la procedura di vincolo indiretto - ha svolto una visita a sorpresa sul cantiere della bretella per rendersi conto di come stavano le cose. E proprio leggendo i documenti legali prodotti ieri dal Comune - sostiene Danilo Biancospino, avvocato della proprietaria di villa Serena, Mariangela Lillo - sembra di poter evincere la conferma che, in seguito alla visita, il soprintendente abbia presentato esposto alla magistratura penale per la non ottemperanza da parte del Comune di blocco dei lavori («lavori a nostro avviso illegittimi» rincalza Biancospino). In attesa di una conferma o di una smentita dal soprintendente, che non è stato possibile raggiungere nel pomeriggio di ieri, e richiesti di un chiarimento, gli uffici comunali fanno sapere che a oggi il Comune non ha ricevuto notifica di un esposto del genere. C'è stata invece una nota inviata da Serchia al Comune il 19 dicembre dove si fa notare che non sarebbero state rispettate le prescrizioni dell'autorità da lui rappresentata, nota alla quale il Comune ha opposto l'osservanza alla precedente ordinanza favorevole ai lavori da parte del Tar. Un ginepraio in cui è diffìcile muoversi, ma in tema di schermaglie, dal Comune emerge crescente disappunto per la mancata presa in considerazione della segnalazione di presunti «abusi edilizi», per esempio saracinesche, sul complesso di villa Serena documentati da fotografie presentate all'ispettore ministeriale Stefano Rezzi questa estate. Insomma, i colpi di scena, i malumori, le accuse reciproche non mancano. Intanto, davanti a villa Serena sono state già completate le opere infrastnitturali relative al sistema di illuminazione della bretella, agli scoli delle acque, oltre al tracciato vero e proprio. Il Comune agisce in virtù dell'ordinanza del Tar del 20 settembre scorso che riteneva un «grave danno» per la collettività non dar corso al progetto. Poi le cose si sono ulteriormente complicate con l'avvio di vincolo allargato, e con le prescrizioni della Soprintendenza di allontanare e restringere la carreggiata della bretella. A Parma ieri era presente Elena Vezzulli, responsabile dell'Avvocatura comunale e l'avvocato Danilo Biancospino, assente la rappresentanza dell'Avvocatura dello Stato che pure ha ricorso contro il Comune di Piacenza in Consiglio di Stato. A complicare la già intricata matassa legale, anche gli esposti della famiglia di Maria Angela Lillo e di Vittorio Sgarbi contro il Comune e, dalla parte opposta, la doppia querela per diffamazione del sindaco e del cittadino Roberto Reggi contro Vittorio Sgarbi.
Villa Serena, nuove schermaglie
Il Comune di Piacenza e la Soprintendenza ai Beni architettonici si sono scontrati in un processo legale per la procedura di vincolo indiretto allargato sull'area intorno alla villa settecentesca di Villa Serena. Il Tar di Parma ha rinviati l'udienza per il 21 febbraio a causa della mancanza dei dieci giorni previsti per legale tra l'udienza e la ricevuta notifica alle parti in causa. Il Comune ha presentato un secondo ricorso contro la procedura, sostenuto anche da opportunità economiche, mentre la Soprintendenza sostiene che i lavori sono illegittimi e che il Comune non ha rispettato le prescrizioni dell'autorità.
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