Pompei. Il Mis, Movimento idea sociale, riporta alla luce la questione degli scavi di Pompei ed Ercolano; si apre un nuovo capitolo di una vicenda che ha avuto inizio cinque anni fa e che in questa occasione viene supportata dalla realizzazione di un dossier-denuncia che elenca tutte le disfunzioni e i malefatti, frutto dell'attuale gestione degli scavi archeologici. Nel mirino la classe dirigente: «Chiediamo le dimissioni di Pier Giovanni Guzzo, sovrintendente degli scavi, e di Luigi Crimaco, direttore amministrativo, per manifesta incapacità». Queste le prime parole di Raffaele Bruno, vice segretario nazionale e responsabile del dipartimento per le politiche del Mezzogiorno, nel corso di una conferenza stampa tenutasi ieri presso la sede della segreteria regionale del Mis, alla quale sono intervenuti anche Franco Curcio, segretario regionale e responsabile nazionale del dipatimento lavoro e sindacato, la sua vice, Lucia Quaranta, e il segretario provinciale della federazione di Napoli, Vittorio Lamberti. «Abbiamo stilato questo dossier per segnalare precisamente fatti e i misfatti - continua Bruno - di vicende susseguitesi nel tempo che hanno portato al degrado generalizzato degli scavi, già segnalato ormai da tempo e che ora non è più tollerabile». Al centro della denuncia, che verte su ben 18 punti, soprattutto tre questioni: la mancata apertura di un museo che costò molti miliardi di lire, la realizzazione presso il sito di Ercolano di un parcheggio con annessa biglietteria che non è stato mai aperto al pubblico, nonostante gli ingenti investimenti, e la chiusura di due antiche officine di restauro presenti negli scavi di Pompei a cui sono state preferite per i lavori di manutenzione dei siti ditte private esterne, quasi tutte settentrionali. In particolare quest'ultimo punto ha suscitato grande sconcerto: «Abbiamo restauratori unici al mondo che non hanno nulla da invidiare ai colleghi del Nord - sottolinea Bruno - .soprattutto per esperienza visto che Pompei è il terzo sito archeologico per importanza nel mondo, e invece siamo costretti ad assistere all'assegnazione di appalti di milioni di euro ad altre società, umiliando così i nostri tecnici e creando anche mobbing lavorativo». Ad intervenire è poi Lamberti: «Non è una questione di persone o di colori politici, si tratta di pressapochismo e disinteresse verso un settore che invece eleva il turismo a colonna portante dell'economia italiana. Abbiamo già chiesto un'interrogazione parlamentare tramite il senatore Luigi Caruso - conclude Lamberti - e se le nostre denunce non verranno prese in considerazione la nostra battaglia continuerà presso la magistratura affinchè vengano accertate le responsabilità oggettive di questa gestione».
Gestione degli scavi, il Mis vuole le dimissioni di Guzzo
Il Movimento Idea Sociale (Mis) ha lanciato una nuova campagna contro la gestione degli scavi di Pompei e Ercolano, accusando la classe dirigente di essere incapace e di avere un disinteresse verso il settore. Il Mis ha stilato un dossier-denuncia che elenca 18 punti di critiche, tra cui la mancata apertura di un museo, la realizzazione di un parcheggio senza apertura al pubblico e la chiusura di due officine di restauro per favorire ditte private. Il movimento ha chiesto le dimissioni del sovrintendente Pier Giovanni Guzzo e del direttore amministrativo Luigi Crimaco.
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