TRE monumenti cittadini nella "lista nera" dei patrimoni d'arte mondiali in pericolo, tre vestigia, due delle quali della Roma antica e una terza, più recente, meno eclatante, ma enclave discosta e preziosa: il primo è il Tempio di Portunus, o della Fortuna virile, memoria dell'età repubblica al fianco di via Petroselli e più in ombra rispetto al vicino Tempio di Vesta. Il secondo è il complesso della cosiddetta Accademia, con lo spettacolare Tempio di Apollo, di proprietà privata ma all'interno, compenetrato, nelle altre meraviglie di Villa Adriana di Tivoli. E infine, tra i luoghi in bilico per il degrado, l'inquinamento e la scarsa cura, ecco anche, come ha scritto l'Herald Tribune, il Cimitero acattolico alla Piramide Cestia, area che si delineò in epoca tardo settecentesca, ammaliante parco di sepolture dedicato a religioni diverse dalla cattolica, dove riposano, tra gli altri, i poeti Shelley e Keats, il figlio di Goethe ma anche grandi italiani come Antonio Gramsci. Tre luoghi a Roma o nelle immediate vicinanze inseriti tra i 100 più bisognosi di cure dal World Monument Fund, gruppo americano in contatto con l'Unesco, che ogni anno stila l'elenco dei luoghi storico-artistici internazionali dove sarebbero al più presto necessari ingenti restauri. L'appello arriva a Roma dagli Usa proprio nel giorno in cui le vesti già della città antica erano protagoniste, nella sala della Protomoteca, per la presentazione di "Remo e Romolo", il testo dell'archeologo Andrea Carandini che ridefinisce gli elementi storici, religiosi, mitologici e letterari della nascita dell'Urbs romana. Il soprintendente archeologico Angelo Bottini si rivolge allo Stato: «Vorremmo che ci dia la chance di misurarci con la ricerca e non solo per la tutela», riferendosi alla scarsità di fondi per procedere a nuovi scavi. E aggiunge: «E' l'ora di riprendere la documentazione degli scavi storici al Foro e portare tutto il vasto materiale a discussione e fruizione». Il riferimento non è esplicito ma nella sala gremitisssima si interpreta subito il grande progetto inseguito da Antonio Cederna, il nuovo "Museo dei Fori e dell'orgine di Roma". Veltroni rilancia e annuncia che, con i nuovi vertici regionali dell'Istituto S. Maria in Aquiro, proprietario dell'immobile «si avvicina alla conclusione positiva la trattativa per la sede, il magnifico complesso di Palazzo Rivaldi». Ma, per il sindaco, anche altre due priorità: via le auto da via dei Cerchi, tra Circo Massimo e via Petroselli, e nell'edificio settecentesco che la costeggia, «ospitare l'assoluta meraviglia della Collezione delle statue Torlonia». Anche Carandini spinge per nuovi fondi per l'archeologia («E' rozza e primitiva è l'idea di salvare il patrimonio e basta») e lancia un'idea: «Oltre a un grande museo archeologico centrale, ne siano aperti altri in ogni rione e nelle periferie».
"A rischio tre tesori di Roma"
Il World Monument Fund ha inserito tre monumenti cittadini a Roma nella "lista nera" dei patrimoni d'arte mondiali in pericolo. Il Tempio di Portunus, il complesso della cosiddetta Accademia e il Cimitero acattolico alla Piramide Cestia sono stati identificati come luoghi bisognosi di cure. Il sindaco di Roma, Veltroni, ha annunciato la conclusione positiva della trattativa per la sede del Museo dei Fori e dell'orgine di Roma, mentre ha anche proposto di trasformare via dei Cerchi in un luogo di esposizione per la Collezione delle statue Torlonia. L'archeologo Andrea Carandini ha lanciato un'idea per aprire altri musei archeologici in ogni rione e nelle periferie.
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