Il New York Times: anni di ristrettezze finanziarie e di incuria archeologica mettono a rischio il sito monumentale dove sono sepolti Keats, Shelley e Antonio Gramsci IL CANDIDATO sindaco di An Alemanno polemizza con il Campidoglio masbaglia indirizzo, il cimitero, nato in epoca pontificia, è dello Stato e gestito da alcune ambasciate --------------------------------------- Il New York Times gli ha dedicato ieri un informato articolo. Il cimitero acattolico di Roma, scrive, è in rovina finanziaria, tanto che il «World monuments Watch» lo ha da poco inserito tra i cento siti storici «in pericolo», assieme ai «Cerros pintados» del Cile, alle «Torri di pietra» di Xuiba in Cina, al castello croato di Novi Dvori, alla a noi vicina accademia della Villa Adriana di Tivoli. Il «cimitero degli inglesi» dove sono sepolti tra gli altri i poeti Keats, Shelley, Bellezza, lo scrittore Carlo Emilio Gadda e Antonio Gramsci, è in pericolo. «Molti dei monumenti - scrive il Nyt - stanno cadendo a pezzi come le ossa che ospitano, danneggiati dall'inquinamento e da anni di incuria ». Il cimitero è nato quando la città era parte dello Stato Pontificio (i corpi dei non-cattolici e degli attori, non potendo essere inumati in terra consacrata, venivano deposti di notte «fuori le mura» in questo spazio vicino al monte Testaccio). Ad Alemanno che vuole polemizzare con Veltroni sulla vicenda risponde Silvio Di Francia: «Lo hanno in cura lo Stato italiano e alcune ambasciate». In fondo c'è una nota positiva: Gianni Alemanno si preoccupa della tomba di Gramsci.