Mori sta scavando l'area della Palestra a Villa Adriana di Tivoli, con la sua équipe dal novembre scorso, e finalmente la fortuna l'ha premiato. La terra battuta ha restituito una scala monumentale e, di candido marmo, una sfinge acefala, una maschera tragica e il corpo di un giovinetto. Ieri a Tivoli in visita ai ritrovamenti c'erano anche il ministro dei Beni culturali, Rocco Buttiglione, e Pietro Lunardi, ministro delle Infrastrutture. «Sono molto soddisfatta di questa scoperta - ha detto Benedetta Adembri, direttrice della Villa - che rappresenta una nuova interpretazione a questo vasto complesso». Il ministro Buttiglione, durante la visita, si è anche impegnato a "restituire" i fondi per il depuratore di Villa d'Este, allontanando così il rischio di chiusura della Villa tiburtina. Nell'area dello scavo di Villa Adriana ci sono inoltre sette edifici che dovranno essere restituiti al complesso. Il ritrovamento - nell'ambito del progetto Arcus, la spa del ministero - è opera dell'équipe di Zaccaria Mari, archeologo di Guidonia. In forze alla Soprintendenza del Lazio, da anni si occupa di archeologia romana, in particolare di quella tiburtina e della valle dell'Aniene. Un ritrovamento importantissimo per la villa dell'imperatore Adriano, non solo perché rende visibile quella che era un'entrata monumentale, ma anche perché amplia del trenta per cento in più l'intera zona archeologica. Zona che sarà visibile entro l'anno per tutti i visitatori che per primi sperimenteranno anche la visita con un palmare-guida. Tale complesso è situato verso il margine della residenza imperiale e precisamente in quella che l'imperatore chiamò valle di Tempe, in omaggio al luogo greco in Tessaglia che lo aveva affascinato durante un viaggio. Per portare alla luce l'area bisognerà intervenire sia sulla vegetazione che sugli edifici della zona. All'interno della Palestra - ci sono altri sette edifici quasi del tutto interrati- è stata rinvenuta una scala monumentale, composta da una doppia rampa, su cui si innalzano bellissimi pilastri, con rivestimenti marmorei di diversi colori che recavano al centro due colonne. La scala è larga otto metri e mezzo e si innalza per quattro metri «Sono felice di questi ritrovamento insperati. Orgoglioso e felice di restituire ai visitatori una parte di villa di importanza generale», ha dichiarato esultante Zaccaria Mari. Dopo i restauri la zona potrà ancora essere usata come quando fu realizzata nel 125130 d.C. «Lo scavo è chiamata Palestra dal 1500 - ha spiegato la Soprintendente del Lazio, Anna Maria Moretti - ma dagli studi più recenti si può darne una destinazione diversa e più nobile». E se è vero che gran parte di quello che si trovava all'interno dei sette edifici della Palestra è stato certamente razziato nei secoli - la sfinge ritrovata è acefala e ancora non si sa se è opera romana o egizia - gli archeologi non disperano di trovare altri reperti. Buttiglione ha chiesto a Mari se è possibile che la testa della sfinge ritraesse il volto dell'amato Antinoo o dell'Imperatore stesso. «L'ipotesi non è esclusa», ha risposto cauto il tecnico.
Dietro il mistero della Sfinge il volto dell'imperatore Adriano
Il ministro dei Beni culturali, Rocco Buttiglione, e Pietro Lunardi, ministro delle Infrastrutture, hanno visitato la zona di scavo della Palestra a Villa Adriana di Tivoli, dove è stato ritrovato un'area monumentale e una sfinge acefala. La direttrice della Villa, Benedetta Adembri, è soddisfatta della scoperta, che rappresenta una nuova interpretazione del complesso. L'area dello scavo include sette edifici che dovranno essere restituiti al complesso. L'archeologo Zaccaria Mari ha guidato l'équipe di scavo, che ha trovato una scala monumentale e una sfinge.
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