Stop alle attività esterne, agli scavi, ai sopralluoghi, alle verifiche e ai nulla osta: funzionari e tecnici delle Soprintendenze pugliesi confermano la linea dura contro i tagli previsti dalla Finanziaria. E annunciano la preparazione di un libro bianco nel quale sarà documentato il degrado del ministero per i Beni culturali attraverso la situazione pugliese. È questo il risultato dell'assemblea generale, indetta dalla Cgil Funzione pubblica, che ieri alla Mediateca del Castello svevo ha riunito un centinaio di dipendenti statali, anche di altri settori (assistenti sociali, tribunale dei minori, ispettorato del lavoro). «È stato un momento importante di confronto commenta Francesca Radina, dirigente del Centro operativo barese della Soprintendenza archeologica tra noi, operatori degli organi periferici del ministero per i Beni culturali, e i dipendenti di altre amministrazioni statali, accomunati dalla situazione insostenibile causata dai tagli della legge finanziaria. La riduzione dei fondi prevista per il nostro settore è pari al 60 per cento; non ci sono quindi soldi per pagare le missioni, comprese quelle dell'anno scorso e men che meno quelle di quest'anno. È stata anche soppressa la diaria, l'indennità di missione pari a 80 centesimi l'ora, per l'intero l'apparato statale: da questo taglio si sono salvate solo le forze dell'ordine, grazie a un emendamento passato l'altra notte. Insomma, una situazione drammatica, che intendiamo denunciare attraverso al pubblicazione di un dossier». E di "sciagurate iniziative governative che di fatto hanno messo in ginocchio la funzionalità della pubblica amministrazione compromettendo il diritto dei cittadini alla fruizione di servizi pubblici efficienti" parla senza mezzi termini Giuseppe Gesmundo, segretario provinciale della Cgil Funzione pubblica. «I tagli alle spese di missione e all'indennità di trasferta sottolinea non sono che l'ultimo degli atti di irresponsabilità politica, provocati dalla Finanziaria appena approvata. È grave il disagio prodotto alle funzioni ispettive e di tutela sul territorio in relazione ai Beni archeologici, toccati da questi assurdi provvedimenti che hanno indotto gli operatori a bloccare le attività sul territorio, chiedendo l'anticipo economico dei costi dimissione del 75 come previsto, ogni volta che si muovono». Quanto alle conseguenze provocate dal venir meno delle funzioni ispettive, Gesmundo è lapidario: «La giungla è aperta». Gli operatori dei Beni culturali hanno chiesto al sindacato di mettere in atto iniziative pubbliche per manifestare il proprio disagio, sollecitando anche l'intervento del prefetto di Bari, per l'inevitabile interruzione del servizio pubblico che di fatto si produrrà con il blocco dei servizi ispettivi. «La Cgil spiega Gesmundo si è impegnata a calendarizzare le iniziative, a partire da un incontro, il 20 febbraio, con il direttore regionale dei Beni culturali Ruggero Martinez e il soprintendente archeologo Giuseppe Andreassi; poi faremo una manifestazione pubblica davanti alla prefettura da tenersi a breve; non escludiamo anche la possibilità di attivare iniziative giudiziarie per illecito arricchimento della pubblica amministrazione a seguito dell'eliminazione dell'indennità di trasferta».
Soprintendenze in rivolta deciso il blocco totale
I funzionari e tecnici delle Soprintendenze pugliesi hanno confermato la linea dura contro i tagli previsti dalla Finanziaria. La Cgil Funzione pubblica ha indetto un'assemblea generale per discutere la situazione insostenibile causata dai tagli. I tagli previsti per il settore dei Beni culturali sono pari al 60%. La diaria e l'indennità di missione sono state soppressi, mentre le forze dell'ordine sono state esenti grazie a un emendamento. La Cgil ha annunciato la preparazione di un libro bianco per documentare il degrado del ministero per i Beni culturali. La situazione è stata descritta come "drammatica" e "sciagurata".
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