Milano - «Si difende ciò che si ama e si ama ciò che si conosce. Solo studiando e conoscendo a fondo la qualità delle opere dell'uomo si potrà davvero preservarne la bellezza. La nostra missione è rendere consapevoli gli italiani di quello che hanno». Giulia Maria Mozzoni Crespi, presidente del Fai, il Fondo per l'ambiente italiano, sceglie l'arma della cultura per combattere la battaglia in difesa del paesaggio, dei monumenti e del patrimonio artistico italiano. L'occasione ieri sera, alla libreria Feltrinelli di piazza Piemonte, a Milano, è la presentazione dei quattro volumi Lezioni di storia dell'Arte, Skira editore, che raccolgono le lezioni del fortunato corso "I lunedì dell'Arte. La Storia dell'Arte in 60 lezioni", tenutosi a Milano, al Piccolo Teatro e a Roma, al Teatro Eliseo. Un corso-evento, seguito da migliaia di appassionati, ideato per il Fai da un comitato scientifico composto da Carlo Bertelli, Fernando Mazzocca e Mauro Natale, finalmente a disposizione di tutti. Un'opera particolarmente riuscita che guida il lettore, attraverso una serie di saggi importanti e una ricca iconografia, dalla civiltà egizia fino all'arte contemporanea. «Tagliare i fondi alla cultura, come ha fatto questo Governo è tagliare il proprio futuro - interviene, polemico nel dibattito Corrado Passera, amministratore delegato di Banca Intesa. - I beni culturali sono un volano fondamentale di crescita su cui puntare per lo sviluppo del Paese». «In questi ultimi anni il Governo ha penosamente abbassato il livello della difesa del patrimonio - denuncia anche Francesco Erbani, de La Repubblica. - E' come se dall'alto fosse partito un invito a rompere le righe. Sono stati ridotti, brutalmente, i fondi per la manutenzione, il restauro, la ricerca. Non si è intervenuti sui minimi sprechi e si è inciso sulla carne viva, si è tagliato sui soldi necessari alla statica del Palatino di Roma, sul depuratore dell'acqua nelle fontane di Villa d'Este a Tivoli, sugli orari di apertura di musei e siti archeologici». A tutti Salvatore Settis, direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa, propone un «nuovo patto nazionale fra Stato, Regioni e cittadini per la tutela del patrimonio artistico».