Le rionali di via Bergamini e Gratosoglio cancellate. Quella di viale Zara inaccessibile per i lavori in corso. Parte la protesta: raccolte 500 firme contro orari ridotti e disagi. L'assessore alla cultura Stefano Zecchi: "È la coperta troppo corta del bilancio, che costringe a tagliare dove si può" TORNATI dalle vacanze di Natale, gli studenti della biblioteca di via Oglio, al Corvetto, hanno saputo di non poter più restare a studiare fino alla solita ora, le undici di sera. E quando hanno capito che la decisione arrivava dal Comune e riguardava tutte le altre biblioteche della città, hanno preso carta e penna e hanno scritto a palazzo Marino per chiedere di «invertire l'attuale tendenza alla riduzione di un servizio essenziale per migliaia di studenti e studenti lavoratori». In pochi giorni hanno raccolto oltre 500 firme tra gli studenti che in tutta la città da mesi vedono biblioteche che chiudono, altre che riducono gli orari, altre ancora con lavori di ristrutturazione che non partono o non finiscono più. La mappa dei tagli tocca tutta la città. Le biblioteche di Baggio, Calvairate, Oglio e Affori, che fino a gennaio erano aperte fino alle 23, «da un giorno all'altro», dicono gli utenti, hanno anticipato la chiusura alle 19 e 45. Le strutture di Niguarda, Crescenzago, Tibaldi e al Gallaratese chiudono un'ora prima, dalle 23 alle 22. Quelle di via Gratosoglio e Bergamini non riapriranno più. Un'altra in viale Zara chiusa per ristrutturazioni, che doveva riaprire il prossimo mese, resterà chiusa fino a settembre. È la scure dei tagli al bilancio comunale che si abbatte sulle biblioteche rionali. È la «coperta troppo corta del budgetcome dice lo stesso assessore alla Cultura Stefano Zecchiche ci costringe a tagliare dove si può». Perché tenere aperte quattro biblioteche dopo le 19 e 45 vuoi dire utilizzare cooperative e personale esterno, con una spesa di 90mila euro l'anno. Ragioni economiche, spiegano in Comune, ma anche di sicurezza. «Dopo una certa ora dicono i tecnici del settore Biblioteche gli utenti diminuiscono sensibilmente e i locali vengono usati da persone che vi entrano per stare al caldo e da malintenzionati. In via Oglio e a Niguarda, per esempio, sono gli stessi residenti a segnalare problemi». «La questione della sicurezza c'è, non si può negarespiega Silvio De Fazio, insegnante di biologia, che da anni si batte per potenziare la biblioteca di Corvetto con l'acquisto di libri e il collegamento internet ma non si risolve riducendo i servizi. Da noi la biblioteca era piena fino alle 23, tanto che non c'erano più sedie libere». Anche il professore ha firmato la mozione degli studenti dove si chiede di «ripristinare con decorrenza immediata il servizio serale», anzi di «estenderlo dalle 8 alle 24 durante la settimana e dalle 8 alle 20 il sabato». Una richiesta che per il Comune è insostenibile. «Anch'io sono un vecchio utentedice l'assessore Zecchi. Conosco il desiderio dei giovani di frequentare questi luoghi. Mi sto attivando per riattivare lo status quo». E annuncia: «Nel prossimo bando di gara, le cooperative devono garantire anche la sicurezza delle strutture fino alla chiusura». E proprio in vista dell'assegnazione dei lavori per l'apertura serale delle biblioteche, una mozione presentata dal consigliere comunale dei Ds Marco Cormio approvata all'unanimità giovedì scorsoimpegna la giunta a «cercare le risorse finanziarie per garantire la più alta copertura del territorio» e l'impiego della Polizia municipale per garantire le «massime condizioni di sicurezza».