Biglietto unico e nuove figure professionali: ecco le novità. Tra due anni nascerà nel Chiostro anche una vetrina del periodo Medioevale. Patto tra Comune e Provincia per far entrare l'Antiquarium e altri musei provinciali nella rete nazionale. Il primo passo per il museo giudicale, e si spera anche per quello fenicio nonché per tutte le altre iniziative fra storia, cultura e tradizioni, è stato fatto. Il Comune e la Provincia hanno firmato la convenzione per il "Sistema museale Arborense" che entra a far parte del sistema museale nazionale e regionale. Non si tratta solamente di riempire e firmare quattro fogli di carte bollate per dire sì al ministero per i Beni e le attività culturali che ha rivoluzionato i sistemi museali nazionali ma di cambiare davvero pagina ottenendo anche tutti i finanziamenti che quel sistema prevede. Comune e Provincia sotto questo punto di vista sono stati velocissimi; «Forse siamo i primi in Sardegna», sottolinea l'assessore comunale alla Cultura Giuliano Uras. La Regione su delega dello Stato ha tracciato le linee guida e fra queste anche gli aspetti particolari del territorio da valorizzare in un sistema museale e per Oristano, chiaramente, non poteva che essere il periodo giudicale; ed è infatti passata la proposta del museo giudicale che ha già avuto un finanziamento di un milione di euro. «Una bella somma ma insufficiente a realizzare da zero un museo, ecco perché anche per questo era indispensabile mettersi insieme con l'Amministrazione provinciale. La convenzione per il "Sistema museale Arborense" prevede proprio che la Provincia metta a disposizione il chiostro del Carmine, in pieno centro storico, non appena sarà realizzata la nuova sede dell'Università che si spera fra due anni possa nascere dalle ceneri della sede, mai completata, dell'ex Provveditorato agli studi, vicino a Sa Rodia», dice ancora l'assessore. Il patto per il nuovo "Sistema museale" impegna sia il Comune che la Provincia ad accettare il biglietto unico d'ingresso e la "card" dei beni culturali secondo la proposta che verrà dalla Regione. Inoltre si dovrà mettere a disposizione diverse figure professionali indispensabili per il funzionamento del museo e che oggi però mancano. Sarà l'Amministrazione provinciale a curare il coordinamento tecnico mentre quello scientifico sarà affidato a una commissione formata dai direttori di tutti i musei e da un rappresentante dei beni culturali nominato dalla Regione. Il responsabile scientifico del sistema museale arborense sarà eletto collegialmente tra i direttori museali aderenti. «In buona sostanza cambia tutto, anche l'Antiquarium arborense entrerà a far parte del nuovo sistema così come tutte le altre realtà che esistono in Provincia. Il museo dell'arte contadina, quella del pane o dell'ossidiana per esempio», conclude l'assessore Giuliano Uras. Insieme col museo giudicale ci sarebbe dovuto essere anche quello sull'età fenicia, una vetrina del genere non esiste al mondo e Oristano per la sua storia aveva tutti i numeri per poterlo ospitare. Poi per una guerra suicida di campanile prima con Cabras e poi con Santa Giusta il progetto è saltato. «Speriamo di recuperarlo ma per ora non c'è», dice deluso l'assessore Giuliano Uras. Per ora su tutto comunque il museo giudicale aspettando quello fenicio.
Nasce il Sistema museale Arborense
Il Comune e la Provincia di Oristano hanno firmato una convenzione per il "Sistema museale Arborense" che entra a far parte del sistema museale nazionale e regionale. Il sistema prevede la creazione di un museo giudicale, un museo dell'arte contadina, un museo dell'ossidiana e un museo sull'età fenicia. Il museo giudicale ha già avuto un finanziamento di un milione di euro e la Provincia metterà a disposizione il chiostro del Carmine per la sua realizzazione. Il sistema museale prevede anche la creazione di diverse figure professionali e la realizzazione di un biglietto unico d'ingresso e una "card" dei beni culturali.
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