Via ai lavori a ottobre. Quelli alla facciata della chiesa ad aprile Dopo anni di trascuratezza Santa Maria Novella, la più bella piazza della città, viene restituita a nuova vita. La facciata della basilica sarà totalmente restaurata, la pavimentazione rifatta in pietra, restaurati gli obelischi, ridisegnate le zone erbose; poi una cancellata chiuderà il loggiato delle Leopoldine il cui convento, finemente restaurato, ospiterà un nuovo polo museale con le collezioni dei fotografi Alinari e le raccolte d'arte del Novecento. I lavori cominciano subito: sulla facciata ad aprile, nella piazza a ottobre. E a maggio apre il museo Alinari, mentre ci vorrà un anno per avviare il completamento dei restauri al piano terreno e al chiostro delle Leopoldine. Ancora da finanziare, invece, il recupero degli ambienti dell'ammezzato, del primo e del secondo piano dove è destinato il museo del Novecento. L'annuncio dell'inizio dei grandi lavori è stato dato ieri mattina in Palazzo Vecchio dal sindaco Leonardo Domenici insieme con l'assessore Simone Siliani, il presidente dell'Ente Cassa Edoardo Speranza e la direttrice del museo Alinari Monica Maffioli. A vent'anni dall'ultimo restauro, si torna a lavorare sulla facciata di Leon Battista Alberti che ha bisogno di una profonda pulitura: i marmi bianchi e verdi sono anneriti dallo smog e in diverse zone il materiale è disgregato e deve essere consolidato. Un grande ponteggio, che si studia di rendere praticabile per il pubblico, a piccoli gruppi, coprirà la facciata fin dai primi dì aprile, cioè pochi giorni dopo che sarà inaugurata in Palazzo Strozzi la grande mostra per il sesto centenario della nascita del grande architetto protetto dai Rucellai. Il restauro del capolavoro, per 980mila euro, durerà due anni ed è diretto dall'architetto Giuseppe Cini e dai suoi collaboratori della «Fabbrica di Palazzo Vecchio e Chiese». Un anno di lavori (a partire dall'autunno, costo 2 milioni) anche per la piazza. Il progetto è frutto di dibattito con la cittadinanza e di diversi rimaneggiamenti: rispetto alla situazione attuale sparisce la fontana centrale e spariscono le aiuole, rialzate rispetto alla strada, ma resta la macchia verde con un tappeto erboso di disegno ellittico. Una serie di piolini a scomparsa consentiranno al traffico (che resta nella direttrice via della Scala - via dei Fossi) di arrivare all'Hotel Minerva e alle attività commerciali. Restauro anche per Ì due obelischi che nel Seicento servivano come punto di svolta per le gare dei cocchi: sono dell'Ammannati, l'autore del Biancone, e poggiano ciascuno su quattro tartarughe in bronzo del Giambologna. Lavori da marzo, 8 mesi previsti, spesa 122mila euro. Per migliorare la vivibilità della piazza sono previsti anche due interventi minori, ma di grande importanza: per la polizia municipale viene realizzato un posto di guardia al numero 13, accanto al Minerva, dove il comune ha tre stanze vuote; per i visitatori vengono poi ricavati dei bagni nei locali a sinistra della chiesa un tempo utilizzati dalla Fratrellanza Militare. Gran parte dei finanziamenti per il recupero del complesso delle Leopoldine vengono dall'Ente Cassa di Risparmio che ha già versato 925mila euro (compresi 150mila per la promozione e l'allestimento del museo Alinari) e ha di recente deliberato un ulteriore stanziamento di 2,1 milioni per completare le opere. Grazie alla banca negli ultimi anni sono state restaurate anche le cappelle Strozzi e Bardi di Vernio ed è stato ricollocato nella navata centrale il grande crocifisso di Giotto.