La Finanza, dopo le recenti denunce, scopre un sito romano ancora sconosciuto che riforniva il mercato nero Un tesoro scoperto grazie al fiuto degli investigatori che si sono messi alle calcagna dei tombaroli. E un'opera d'arte venuta alla luce per scavi di un elettrodotto messa subito in sicurezza per evitare che sia depredata da ladri, pronti a piombare sulle rovine. Il litorale romano non cessa di sorprendere e in poche ore restituisce casualmente preziosissime testimonianze della sua storia antica. L'episodio più clamoroso si deve all'attenzione della Guardia di Finanza che dopo aver individuato un collezionista, si è messa sulle tracce dei tombaroli arrivando ad identificare nella zona di Castel di Guido, sull'Aurelia, un sito monumentale oggetto di scavi clandestini. L'operazione, condotta dalla tenenza di Fiumicino, due settimane fa aveva portato alla scoperta in un villino privato di una quarantina di reperti risalenti al I-II secolo dopo Cristo. Denunciato il proprietario, le Fiamme Gialle si erano messe alle calcagna dei suoi "fornitori". E dopo un'accurata opera di investigazione lunedì i finanzieri sono arrivati ai margini di un bosco nella tenuta comunale di Castel di Guido, diverse centinaia di metri distante dalla strada. Alla vista dei militari diversi tombaroli sono fuggiti lasciando sul posto i loro attrezzi e ciò che stavano recuperando: una testina di marmo femminile, un capitello corinzio, un'antefissa bronzea leonina, vetri colorati, marmi d'origine spagnola, un mosaico a colori, frammenti di una statua bronza rivestita di oro zecchino e ben 124 monete di bronzo. Ciò che la Guardia di Finanza ha scoperto, stando alle valutazioni della Soprintendenza archeologica di Roma, è di eccezionale rilievo: si tratta di una grande villa romana ancora in buone condizioni di conservazione nonostante i danni arrecati dallo scavo dei tombaroli. Attorniata da un anfitreato naturale, all'interno del quale sono presumibilmente interrati i resti a circa quattro metri dalla superficie, si individuano distintamente le infrastrutture termali. «Poco distante da quella zona - segnalano dalla Soprintendenza - c'è un'emergenza molto nota tra gli studiosi di tutta Europa, la Villa delle Colonnacce. La nuova struttura scoperta dalla Finanza e sottratta ai tombaroli potrebbe essere ancora più interessante e più estesa. Dalle prime valutazioni dovrebbe trattarsi di una villa rustica con annessa area termale vetrata. La presenza di vetri colorati fa ritenere che appartenesse a nobili dell'epoca, orientativamente vicina a quella imperiale, quindi successiva al I secolo dopo Cristo». Gli archeologi dovrebbero cominciare a lavorarci già dalle prossime settimane. A Ostia Antica, a ridosso della via Ostiense, non lontano dal cimitero, gli scavi dell'Acea per un elettrodotto hanno invece portato alla luce una costruzione assai interessante e già nelel mire dei tombaroli in queste ultime ore. «E' un grande sepolcro - svela il direttore degli scavi, Angelo Pellegrino - con una parete in opera reticolata e, soprattutto un preziosissimo affresco dai colori ben mantenuti. Abbiamo provveduto alla sua messa in sicurezza e già stiamo lavorando per riportarlo completamente alla luce». giulio.manciniilmessaggero.it