ARBUS. Il progetto, a metà degli anni Sessanta, era ambizioso: dar vita, nel sud dell'isola, a un'altra Costa Smeralda, già ai quei tempi prossima a diventare una delle più importanti realtà del turismo internazionale. Ma il clone sudista, ribattezzato "Costa Verde", non è mai riuscito granchè bene. Più che altro è stato un aborto, nonostante la gestazione sia durata qualcosa come trent'anni. Una creatura, quella venuta alla luce nonostante tutto, piuttosto bruttina e piccola piccola. Adesso c'è chi vorrebbe metterci mano, rispolverando antichi progetti e aggiungendoci qualcosa di suo. È la "Chia Invest" del gruppo lombardo-veneto "Stim spa", proprietaria dell'hotel Chia Laguna, pronta ad acquistare - l'atto non è ancora stato siglato - dalla famiglia Patti i terreni di Portu Maga (1.600 ettari) e a investire sul litorale di Arbus venti e passa milioni di euro per la costruzione di una struttura alberghiera a cinque stelle e campo da golf. Il tutto a un tiro di schioppo dalle ammalianti e sconfinate dune di Piscinas. Ma c'è chi dice no: le associazioni ambientaliste Gruppo di Intervento giuridico e Amici della Terra mettono le mani avanti. "Nei terreni di Portu Maga, in Costa Verde, niente più cemento e tanto meno campi da golf: il Piano paesaggistico regionale parla chiaro", dicono. Ad Arbus aspettano da quarant'anni lo sviluppo turistico sulla costa. Solo a parlare di Costa Verde c'è chi dice che porti cattivi presagi: alla "Chia Invest" non spaventano le dicerie. Attendono solamente di sapere cosa il Piano paesaggistico regionale permeterà di realizzare a Portu Maga.
Portu Maga, lo sbarco dei lombardo-veneti
Il progetto "Costa Verde" a metà degli anni Sessanta era ambizioso, ma non è mai riuscito a realizzarsi. Oggi, il gruppo "Stim spa" sta per acquistare i terreni di Portu Maga e investire milioni di euro per la costruzione di un albergo e un campo da golf. Le associazioni ambientaliste hanno espresso opposizione al progetto, affermando che il Piano paesaggistico regionale non consente la realizzazione di cemento e campi da golf. L'area di Arbus aspetta lo sviluppo turistico da quarant'anni. La "Chia Invest" non sembra preoccuparsi delle dicerie, ma attende la decisione del Piano paesaggistico regionale.
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