Il consiglio di facoltà di Lettere e filosofia condanna le prospettive di cementificazione attorno all'area archeologica di Rudiae. Proprio ieri mattina, ha votato una mozione nella quale esprime «sconcerto di fronte alla notizia relativa agli interventi edilizi in atto», chiedendosi «perché, nonostante la messe di conoscenze disponibili su Rudiae, si sia arrivati a definire edificabile una zona che avrebbe dovuto essere oggetto di azioni volte invece alla tutela ed alla valorizzazione». Il Consiglio, poi, ricorda il ruolo di primaria importanza che l'antica città, che ha dato i natali al poeta Quinto Ennio, riveste nella storia della cultura e «deplora vivamente lo stato di cose che è attualmente visibile nella zona in questione: accanto alle case già edificate la cinta delle fortificazioni antiche è sommersa dalle discariche edilizie, mentre l'intervento di scavo appena effettuato dalla Sovrintendenza mostra con chiarezza che le strutture archeologiche si sviluppano anche nei terreni da poco urbanizzati. E' da rilevare - aggiunge inoltre il consiglio di facoltà - che gli scavi archeologici nella zona della lottizzazione sono stati effettuati senza il necessario supporto di archeologi specialisti, nonostante l'ampiezza e la complessità delle stratigrafie messe in luce». Pertanto, il consiglio chiede che venga fatta luce sulle disposizioni che hanno reso edificabile l'area ed invita gli amministratori e la Soprintendenza archeologica ad adottare le misure idonee a tutelare integralmente la stessa zona. Auspica, infine, che si adottino «strategie di intervento capaci di garantire una maggiore interazione fra gli enti preposti alla sua tutela e valorizzazione, come la Soprintendenza, le amministrazioni locali e le istituzioni di ricerca e formazione come l'Università». 07022006