ROMA Museo o Fondazione? Impossibile, in questo momento, dirlo. L'Egizio di Torino si trova a metà del guado: né l'uno né l'altro. I visitatori, che approfittando delle Olimpiadi invernali affolleranno le sale rimesse a nuovo della più importante collezione al mondo dopo quella del Cairo, di certo non se renderanno conto, ma l'Egizio sta faticosamente cercando di transitare dallo status di museo statale a quello di Fondazione. Dunque, da una gestione interamente pubblica a una in cui i privati Compagnia di San Paolo e Fondazione Cassa di risparmio di Torino giocano un ruolo rilevante. Andamento lento. Una parte delle consegne è già avvenuta. Il 19 gennaio il ministero dei Beni culturali ha conferito alla Fondazione l'immobile e i beni esposti. Mancano all'appello le migliaia di reperti conservati nei magazzini e, soprattutto, il personale. Tutto in una norma. Il contratto di servizio siglato il 19 dicembre 2005 tra i Beni culturali e la Fondazione prevede che il ministero si impegni a continuare a pagare i dipendenti, che saranno temporaneamente messi a disposizione della Fondazione. Tutto questo sulla base di un protocollo d'intesa che le due parti dovrebbero siglare secondo le indicazioni dell'articolo 23-bis, comma 7, del decreto legislativo 165 del 2001. Norma che ammette la possibilità da parte dell'amministrazione, e con il consenso dell'interessato, di assegnare per determinati periodi il dipendente pubblico anche a imprese private. Possibilità che, tuttavia, è subordinata a un regolamento ministeriale in cui siano definite «le modalità e le procedure attuative» della norma. Regolamento che, però, non è mai stato emanato. Situazione d'impasse. Ai Beni culturali stanno ragionando sulla via d'uscita, che non appare semplice. Tanto che nella ragnatela di norme è finito anche lo spostamento del capo di gabinetto del ministro Rocco Buttiglione, Francesco Tufarelli, il quale, sempre sulla base della medesima norma, dovrebbe transitare per cinque anni a Sky, nel quadro di un progetto «mirato all'attuazione di tutte le sinergie possibili fra ministero e società». Così come per i dipendenti dell'Egizio, Tufarelli continuerebbe a essere pagato dal ministero; percepirebbe, inoltre, un compenso aggiuntivo determinato dall'amministratore delegato di Sky. Al di là del caso Tufarelli contro cui è insorta la Uil quello dell'Egizio diventa un problema sempre più rilevante, soprattutto perché si tratta del primo esperimento di conferimento di un intero museo (opere e personale compreso) dallo Stato a una Fondazione mista, pubblico-privato. E pensare che il 19 dicembre il ministero l'aveva data come un'operazione già fatta.
Il dilemma del museo Egizio tra ente statale o fondazione
Il Museo Egizio di Torino sta attraversando un momento di transizione. Il ministero dei Beni culturali ha conferito la gestione del museo alla Fondazione, ma il processo è lento e ci sono ancora molte sfide da superare. La Fondazione sta cercando di transitare dallo status di museo statale a quello di Fondazione mista, pubblico-privato, ma il personale e i reperti conservati nei magazzini non sono ancora stati trasferiti. Il contratto di servizio tra il ministero e la Fondazione prevede che il ministero continui a pagare i dipendenti, ma non è ancora stato emesso un regolamento ministeriale che definisca le modalità e le procedure attuative della norma.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo