PISA. Dopo il museo del cinema di Torino, ne nascerà un altro a Tirrenia nella Palazzina intitolata allo scenografo Antonio Valente che, assieme a Giovacchino Forzano, fu l'artefice degli studi cinematografici della Cosmopolitan. Il museo del cinema italiano di Pisa conterrà molta della collezione del professor Pier Marco De Santi, docente di storia del cinema all'università di Pisa. Il professore ha raccolto e catalogato in 30 anni qualcosa come oltre 50mila locandine storiche, migliaia di vinili e nastri di colonne sonore, tutti i numeri delle riviste di cinema italiano dagli anni '30 ad oggi ed i libretti illustrati dei film che venivano proiettati nelle sale ai primi del Novecento. Un autentico patrimonio da cui dovrebbe partire la creazione del museo. «Tutti gli enti istituzionali competenti in materia - dice Pier Marco De Santi - sono pienamente convinti della bontà e fattibilità del progetto che avrà un'esposizione permanete ed un'altra a rotazione in base alle ricorrenze ed agli omaggi che il cinema italiano dedica ai suoi grandi registi, attori e sceneggiatori». La proprietà dell'immobile rappresentata da Stefano Bottai della Cosmopolitan, il Comune di Pisa, la Provincia, la Mediateca Regionale, la Toscana Film Commission - continua il professore - hanno espresso più volte in protocolli ed in occasioni pubbliche, la volontà fattiva di procedere sulla strada di un museo a Tirrenia. «Nelle intenzioni - aggiunge - dovrà essere un luogo espositivo 'non ragnateloso', come mi suggerì Federico Fellini, bensì un luogo dove lo spettacolo del cinema continui a vivere». Il nascituro museo avrà bisogno anche dell'alto patrocinio della Presidenza della Repubblica. «Su questo fronte ci stiamo già muovendo ed impegnando», assicura De Santi. Nessuna concorrenza con il Museo del Cinema di Torino, con il quale il professor De Santi sottolinea piuttosto la continuità. Il Museo di Torino è specializzato nella filmografia italiano del muto. Invece quello pisano si concentrerà sul periodo che va dagli anni '30 fino ai giorni nostri.