FANO "L'Adriatico? Uno scrigno sommerso". Parola del professor Corrado Piccinetti, direttore del laboratorio di biologia marina. "È possibile, anzi sicuro -commenta - che i fondali conservino ancora moltissimi reperti. Per anni i pescatori hanno issato anfore e altri oggetti e ogni tanto capita qualche interessante ritrovamento. Il Lisippo fu un caso fortunato, e non sappiamo sia stato gettata in acqua per alleggerire la nave nella tempesta o se lo scafo sia stata vittima di un naufragio. In quest'ultimo caso il fondale potrebbe restituire altre preziose testimonianze. Secondo la mia esperienza - dice-, esistono aree dell'Adriatico meno frequentate dalla pesca, particolarmente in presenza di fondali rocciosi da evitare per non rovinare le reti. È chiaro che, anticamente, le navi dedite al commercio seguivano le rotte sfruttando correnti e venti favorevoli e la costa balcanica, ricca di approdi naturali, rappresentava un riparo sicuro". Non a caso, nel 1997, appena fuori dal porto di Lussino, un sub rinvenne il bronzo di Lussino, sorta di "gemello" del Lisippo. "Le concrezioni ritrovate sul Lisippo -spiega - sono molto simili per caratteristica e tipologia a quelle di un fondale profondo almeno 70 metri, segno che, probabilmente, la statua fu trovata in acque internazionali".Anche per questo Alberto Berardi ha più volte sollecitato le autorità e da ultimo il ministro Rocco Buttiglione, a "varare un programma di ricerche subacquee internazionali da condurre con la Croazia. Anche a livello turistico, la scoperta di nuovi reperti sarebbe un traino per l'Adriatico". Intanto il vicepresidente della Margherita alla Camera Renzo Lusetti chiede che "il Ministro riferisca in aula sugli sviluppi del traffico internazionali".