Gli artisti preparano un progetto per 52 postazioni, ma il Comune ne concede massimo 32 Pittori a rotazione nelle piazze del Centro storico di Roma. E' questa la proposta dell'assessorato di via dei Cerchi che verrà portata domani in Giunta. Potrebbe essere finalmente un giorno importante per la questione Piazza Navona. Il futuro dei pittori avrà una nuova puntata: definire il progetto per la risistemazione della piazza, contesa ormai da tempo da ambulanti e pittori. Anche ieri, infatti, come ogni giorno, il numero degli ambulanti superava quello dei pittori. Da una parte una distesa di borse, cappellini, occhiali, cinte, collanine e sciarpe, dall'altra tele, caricature e paesaggi. Ma intanto i commercianti lanciano un allarme: chiedono più controlli da parte delle forze dell'ordine e a gran voce dicono che «ci vorrebbe una postazione mobile». Intanto il Comune scende in campo con nuove regole. «Siamo disponibili a discutere e prendere in esame la nuova proposta dei pittori - spiega l'assessore al Commercio, Franco Cioffarelli -Aspettiamo che la presentino, da parte nostra non ci sono preclusioni. Domani presenteremo una delibera in Giunta e dato che si tratta di un regolamento dovrà passare in Consiglio». E poi aggiunge, «a noi interessa assicurare la vivibilità e la fruibilità della piazza. C'è posto per tutti, ma non esiste solo piazza Navona. Piazza di Spagna non è da meno. Roma è piena di piazze storiche e altrettanto remunerative, c'è posto per tutti con un'adeguata distribuzione. Osservando dei turni di rotazione potrebbero lavorare serenamente». Dunque, da piazza Navona a Trinità dei Monti. Pittori e ritrattisti che dovrebbero turnare dalla postazione accanto alla fontana del Bernini alla scalinata più famosa del mondo. Ma non sono accolti a braccia aperte dai commercianti, imprenditori e residenti della zona. «I pittori? A nessuno verrebbe in mente, a Parigi, di metterli a Place de la Concorde - spiega il presidente di via Condotti, Gianni Battistoni - Bisogna creare delle giuste aree. La Rampa di San Sebastianello, ad esempio, è una buona idea». Ma pittori non si arrendono e proseguono per la loro strada. Riposti pennelli e la tavolozza, hanno indossato i panni degli architetti. E così i ritrattisti della "Montmartre della Capitale", con le carte alla mano, entro queste settimana porteranno in Capidoglio un progetto che prevede anche una sorta di autoregolamentazione. Non sono però disposti a cedere alla proposta de Campidoglio: vogliono che le postazioni restino 52 su 65 artisti e hanno preparato una relazione tecnica illustrata, con tanto di rilievi planimetrici e un precedente studio fotografico, per dimostrare «che un nuovo riposizionamento - ha spiegato il portavoce Salvatore Cosso -permetterebbe la piena visibilità della piazza». Non più quattro file ma due. con un loro indietreggiamento rispetto all'asse mediano della piazza. È questa, in sintesi, la controproposta che i pittori intendono sottoporre all'assessore al Commercio Cioffarelli. La relazione è stata curata da Claudio Mieli, architetto e pittore tra i più antichi concessionari della piazza, per il quale «l'analisi storica, architettonica e di impatto ambientale dimostra che con la nuova collocazione qualsiasi visitatore, entrando in piazza Navona, avrebbe una visuale perfetta». Ma sul numero, il Comune, sembra essere irrevocabile.
Piazza Navona: la "guerra" dei numeri
L'assessorato di via dei Cerchi ha presentato una proposta per il Comune di Roma per permettere ai pittori di lavorare nelle piazze del Centro storico, ma il Comune ha limitato il numero di pittori a 32. I pittori hanno risposto con una proposta per 52 postazioni e hanno preparato un progetto per la risistemazione della piazza Navona. Il Comune ha espresso preoccupazioni per la vivibilità e la fruibilità della piazza e ha proposto un nuovo regolamento. I pittori hanno risposto con una controproposta che prevede due file con un indietreggiamento rispetto all'asse mediano della piazza.
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