Si inaugura a Siena l'11 febbraio Siena. Nella nuova sede del CERR (Centro europeo di Ricerca sulla Conservazione e sul Restauro, diretto da Giorgio Bonsanti), in Palazzo Squarcialupi a Siena avrà luogo (l'11 febbraio) l'inaugurazione della Biblioteca Giuliano Briganti, acquisita dal Comune di Siena nel 1999. Torna dunque a vivere a Siena, nella cui Università ha a lungo insegnato, quel luogo magico luogo di conoscenze, apprese per la prima volta o confermate: aperto a studiosi che venivano da ogni parte d'Europa a parlare e chiedere a Briganti un'opinione, un indirizzo nella ricerca intrapresa; ma anche a giovani ai primissimi passi nello studio: che, oltre alla quasi infallibile sapienza di Giuliano, trovavano lì ad accoglierli la sua tolleranza, e il sue insegnamento di amore per tutti i secoli della storia dell'arte - che oggi si computa, comprensibilmente, in cifre (17.000 volumi; 50.000 fotografie), ma che è poi, e resterà, per tanti, molto più che questo: il luogo, appunto, non scambiabile con altri, dove nacque o s'incrementò una passione. Briganti, scomparso nel 1992, è stato uno dei maggiori storici dell'arte del secolo trascorso. Tanti i suoi talenti: troppi, per enumerarli adesso. Fra essi, certo, una amplissima conoscenza delle fonti, maggiori e minori, riconosciute e no, della storia dell'arte; e una se possibile ancor maggiore padronanza dei materiali che costituiscono quella storia. Questi due talenti si rispecchiano nella sua biblioteca: ricchissima per quanto attiene alle fonti, taluni dei cui esemplari più rari egli ebbe dal padre Aldo, antiquario e bibliofilo, integrandoli poi senza requie (così da rendere straordinaria e completissima la raccolta di «Vite» e di guide relative alla Roma sei e settecentesca, ad esempio); e ricchissima di una documentazione fotografica che porta il segno, spesso anche al verso delle singole fotografie (che recano brevi appunti che costituiscono vere aperture sulla natura dell'oggetto) delle capacità di conoscitore di Briganti. Una sapienza, quest'ultima, nella quale progressivamente egli, approfondendola con gli anni e l'esperienza sempre più vasta, paradossalmente finì per credere meno, o meglio più problematicamente: quando, piuttosto che dare un nome a un dipinto misterioso (cosa che gli era immancabilmente richiesta dai maggiori musei mondiali), gli interessava trovargli una famiglia di affinità, un ambito in cui abitare congruamente. In tal senso la fototeca, ora riunita presso il CERR che ne ha in corso la digitalizzazione, sarà forse lo strumento più prezioso per proseguire, senza tradirle, le ricerche, infinite, avviate da lui sotto la sua direzione.
La biblioteca di Briganti torna a vivere
A Siena, nella nuova sede del CERR, si inaugura la Biblioteca Giuliano Briganti. La biblioteca è stata acquisita dal Comune di Siena nel 1999 e contiene circa 17.000 volumi e 50.000 fotografie. Giuliano Briganti, un noto storico dell'arte, ha lasciato una eredità di conoscenza e amore per l'arte che continua a ispirare studiosi e giovani. La biblioteca è ricca di fonti e documentazione fotografica, e la fototeca sarà un'importante risorsa per proseguire le ricerche avviate da Briganti. La biblioteca è un luogo magico dove la conoscenza e l'amore per l'arte sono ancora presenti.
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