Compensazione da governo e comuni Imprese edili e soprintendenze archeologiche: gli imprenditori chiedono al governo una compensazione fiscale affinché non ricada tutto e soltanto sulle aziende il costo delle indagini archeologiche necessarie per procedere ai lavori di costruzione in sotterranea. Inoltre, nel caso in cui si richieda una modifica del progetto, le parti si impegnano affinché il comune adotti, ove ritenuto opportuno, a fini compensativi una variante allo strumento urbanistico e un provvedimento di esonero dai contributi per cambio di destinazione con le procedure semplificate previste dalla legislazione vigente. La richiesta è arrivata ieri a Milano, al ministro dei beni culturali, Rocco Buttiglione, formalizzata nel protocollo d'intesa «Tutela del patrimonio culturale e interventi edilizi e privati», presentato dal presidente nazionale dei costruttori edili, (Ance), Claudio De Albertis. Nell'ambito della ricchezza paesaggistica culturale italiana si pone il problema di trovare una strategia che semplifichi, ma soprattutto velocizzi quelle che sono le procedure di tutela del patrimonio archeologico, anche e con particolare attenzione all'aspetto economico, tenendo conto della scarsità di risorse pubbliche. L'iniziativa promossa dal gruppo giovani del Centredil-Ance Lombardia e coordinata dalla direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Lombardia guidata da Carla Di Francesco, che l'ha definita «una modalità d'incontro». Un accordo preventivo fra il privato e il pubblico, fra il committente dell'opera di intervento in area a potenzialità archeologica e la Soprintendenza di settore. Nel caso nel quale durante uno scavo emergano ritrovamenti fortuiti, il cantiere si congela e l'autorità pubblica si assume l'onere delle indagini archeologiche per definirne la tutela, impiegando risorse umane e finanziare gravando sul bilancio. Con il conseguente aumento dei costi anche per l'impresa a fronte della dilatazione dei tempi di interruzione. Per risolvere questa stasi il protocollo prevede che il committente valuti la possibilità di assumersi gli oneri delle indagini, ovviamente sotto la direzione tecnico-scientifica della Soprintendenza. Per tanto si propone al governo di dare incentivi alle imprese e di riconoscere un credito d'imposta da far valere in compensazione, ai fini del versamento dell'Irpe, Ires, Irap, Iva e dei contributi previdenziali. Ipotesi accolta idealmente dal ministro, che commenta «la vocazione della Lombardia» in questa iniziativa per essere «più matura e più ricca, quindi più capace di porsi come interlocutore».
Scavi, sconti fiscali
Il presidente nazionale dei costruttori edili, Claudio De Albertis, ha presentato un protocollo d'intesa con il governo per semplificare le procedure di tutela del patrimonio archeologico in Italia. L'iniziativa prevede che le imprese edili e le soprintendenze archeologiche si impegnino a condividere i costi delle indagini archeologiche necessarie per procedere ai lavori di costruzione in sotterranea. Inoltre, nel caso in cui si richieda una modifica del progetto, le parti si impegnano a condividere i costi e a condividere i benefici. Il governo ha accettato l'ipotesi di dare incentivi alle imprese e di riconoscere un credito d'imposta per compensare i costi.
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