A Bari le bizzarrie costruttive le conoscono bene, hanno sempre lì davanti al mare a Punta Perotti il colossale scheletro d'un edificio-ecomostro, però anche questa è niente male. Sentitela: Regione Puglia, Provincia e Comune di Bari da mercoledì hanno in mano il rapporto sul progetto - avviato - di ricostruzione del Teatro Petruzzelli. E sono sprofondati nello sconcerto. Hanno appreso infatti che, secondo gli esperti da loro nominati, nei lavori in corso c'è da correggere parecchio altrimenti nel futuro teatro lirico un'Aida di Verdi se la sognano. Non basta: gli spettatori, tra un violino e la voce di un soprano, rischiano di sentire anche il rombo delle auto e non sarà molto piacevole. Tra sconcerto e rabbia l'assessore regionale al Mediterraneo Silvia Godelli attacca: «La buca per l'orchestra così com'è stata progettata prevede al massimo 60 musicisti, con ciò precludendo la possibilità di eseguire opere verdiane come l'Aida. È un problema grave. L'altro, non meno grave, è acustico: il teatro è in centro, in una zona molto trafficata, l'insonorizzazione è scarsissima». Sembra una storia da ridere, se non fosse drammatica. Ed è solo un capitolo di una storia più complicata che vede il governo togliere terreno al Regione, Provincia e Comune, guarda caso oggi tutti di centro sinistra. Si toglie terreno tagliando, tra l'altro, soldi: dopo che Buttiglione ha revocato 4 milioni e 300 mila euro per la ricostruzione (dai fondi del Lotto per opere speciali), nel decreto chiamato «Mille proroghe» c'era una proroga di finanziamenti quinquennali extra Fondo unico dello spettacolo. Il Senato ha bocciato la proroga. «Così ci gettano sul lastrico», denuncia l'assessore. Il suo racconto non finisce qui: «Nel 2005 come enti territoriali abbiamo voluto un approfondimento sul progetto di ricostruzione, affidato nel 2002 a progettisti locali dal ministero per i Beni culturali. Dopo un duro braccio di ferro che ha portato alle dimissioni della sovrintendente precedente, la professoressa Angiola Filipponio, vedova di Nuccio Tatarella di An, dopo aver superato le resistenze del sottosegretario Bono, di An, a novembre siamo finalmente riusciti ad affidare questa valutazione a due esperti che hanno già seguito i lavori alla Fenice e alla Scala, Silvano Cova e Jurgen Reinhold». Per saperlo: Cova è direttore tecnico del Regio di Torino, il tedesco Reinhold è un esperto di acustica. «Ci hanno consegnato la relazione che oggi presentiamo al cda delle fondazione e il risultato è evidente: quei gravi problemi di cui ho appena detto, oltre ad altri minori ipotecherebbero il destino stesso del teatro». Di conseguenza, l'assessore chiederà che il progetto sia rivisto. Di conseguenza, va da sé, i tempi si allungano. Insieme ai costi anche perché il progetto iniziale, puntualizza Silvia Godelli, ha previsioni di spesa «vecchie» e ormai sbagliate. «Ci toccherà pretendere dal ministero che il progetto sia corretto entro poche settimane in modo da poter calcolar quanti soldi servono davvero e pretendere che ven gano assegnati. Pretenderemo che la commedia finisca». Peccato che non finisca nemmeno qui. «Ne 2002 Regione, Comune, allora di centro destra, Provincia e ministero fecero un accordo che concedeva l'uso esclusivo del teatro alla fondazione lirico-sinfonica per 40 anni, fino al 2046 perché doveva riaprire nel 2006, per poi riconsegnarlo gratuitamente alla famiglia proprietaria, la Messeni-Nemagna. Nel decreto dell'altro giorno c'era anche un altro emendamento, preparato insieme al ministero per i Beni culturali, che estendeva a tempo illimitato l'uso pubblico, eliminando la scadenza dei 40 anni. Era anche un modo per indurre la famiglia a vendere e avere quindi un teatro pubblico. Il Senato lo ha bocciato». Crede che qualcuno manovri contro il teatro? «Non c'è più alcun dubbio. Con una manovra a tenaglia, che in questi giorni ha congiunto il centro destra dal governo alle aule del Parlamento, è in atto un tentativo aggressivo di stroncare ogni prospettiva futura per il Petruzzelli». Che dovrebbe riaprire entro la fine del 2007, ma chissà...
Sbagliato il progetto per il Petruzzelli: è come un'orchestra in mezzo al traffico
Il rapporto sul progetto di ricostruzione del Teatro Petruzzelli è stato presentato al Comitato di gestione della Fondazione. Il rapporto, redatto da due esperti nominati dalla Regione, ha evidenziato gravi problemi di costruzione e acustica. L'assessore regionale Silvia Godelli ha espresso sconcerto e rabbia per i risultati del rapporto, affermando che il progetto non prevede la possibilità di eseguire opere Verdiane come l'Aida e che il teatro è in una zona molto trafficata, con scarsa insonorizzazione. Godelli ha anche denunciato che il governo ha tagliato fondi per la ricostruzione e che il Senato ha bocciato una proroga di finanziamenti quinquennali extra Fondo unico dello spettacolo.
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