Una scala monumentale in marmo e una sfinge lunga quasi tre metri: sono gli straordinari rinvenimenti fatti ieri mattina a Villa Adriana a Tivoli dall'equipe che porta avanti gli scavi archeologici all'interno del cosiddetto Complesso della Palestra. Zaccana Mari, archeologo della soprintendenza dei Beni culturali del Lazio e responsabile degli scavi, che ieri ha visto emergere il colossale dorso della sfinge e i gradini del propileo larghi otto metri e mezzo, in fondo se l'aspettava. Perché già una decina di giorni fa, nello stesso sito, erano apparsi il tronco di una statua e una grande maschera teatrale, entrambi in marmo. Del resto era stato proprio Mari, appoggiato dalla soprintendente Anna Maria Moretti, ad avere l'idea di intraprendere una campagna di scavo, restauro e valorizzazione in quel settore sul lato nord della Villa, finora chiuso al pubblico. Si tratta di un complesso monumentale formato da sette edifici e posto al centro di una valletta, chiamata la valle di Tempe, dall'omonima regione dell'Arcadia che l'imperatore romano aveva visitato durante i suoi viaggi e poi cercato di riprodurre nella sua fastosa residenza alle porte di Roma. Il complesso, che sorge in uno spazio quadrangolare di circa 200 metri per 250, è denominato palestra fin dal 1500, quando l'architetto Pirro Ligorio vi rinvenne statue ritenute di atleti e due cortili cinti da portici ad archi, che lo indussero apensare a un luogo dedicato allo sport. Il contesto continuò ad essere noto nei secoli successivi, tanto che un altro architetto, Francesco Piranesi, nel 1781 lo inserisce nella sua celebre pianta di Villa Adriana. Ma senza la scala monumentale rinvenuta ieri. «Questo fa pensare che stiamo lavorando in una delle rare parti mai scavate di Villa Adriana», osserva Mari. Con la prospettiva che le sorprese potrebbero continuare. Per ora la statua e la maschera sono state ricoverate in un magazzino all'interno della villa, mentre la scala e la sfinge sono stati nuovamente interrati. Gli scavi riprenderanno la prossima settimana. Ma già è arrivata una conferma importante per la storia della Villa: che il complesso non fosse in realtà una palestra, come già si dubitava da tempo, ma un ambiente legato alla corte imperiale. «Abbiamo rimosso una gran quantità di terra - racconta Mari - e abbiamo portato alla luce dei ricchissimi pavimenti in marmo, oltre a frammenti di colonne e capitelli e a resti di affreschi. Finché questa mattina (ieri n.d.r.) è apparsa la grande scala che consentiva di accedere dal livello della valle al primo piano di questi edifici imperiali. Si tratta di una scala rivestita in marmo policromo e composta da una doppia rampa su cui si innalzano bellissimi pilastri rivestiti in marmo di vari colori, che recavano al centro due sontuose colonne. La sfinge, purtroppo priva della testa, è poggiata sul proprio basamento e fiancheggia la scala sul lato destro». Gli archeologi stanno valutando se si tratta di un reperto di produzione romana, attribuibile a un'officina di scultori di epoca adrianea, o se si tratta addirittura di un reperto importato in quell'epoca dall'Egitto, in tal caso la datazione sarebbe ancora più antica. Gli scavi, iniziati nel novembre scorso, sono finanziati con 3 milioni e 250 mila euro dei fondi Arcus dai ministeri delle Infrastrutture e Trasporti e dei Beni culturali, che coprono anche i lavori per il biennio 2005-2006. «Questi straordinari ritrovamenti - ha detto il ministro Pietro Lunardi - confermano quanto sia stato opportuno investire, con la Legge Obiettivo e attraverso Arcus, risorse per il recupero del patrimonio archeologico del nostro paese, un patrimonio che sembra inesauribile». Con i fondi verrà allestito anche un piccolo antiquarium dove alla fine degli scavi saranno ospitati i reperti. Annuncia Mari: «Abbiamo già individuato l'edificio, un casaletto del 1700, che sorge proprio all'interno del sito dove stiamo scavando».
Villa Adriana: tornano alla luce i tesori nascosti
Gli scavi archeologici all'interno del Complesso della Palestra di Villa Adriana a Tivoli hanno portato alla scoperta di una scala monumentale in marmo e una sfinge lunga quasi tre metri. La scala, con pilastri in marmo policromo, è stata trovata con la rampa su cui si innalzano due colonne. La sfinge, priva della testa, è stata trovata poggiata sul proprio basamento e fiancheggia la scala. Gli archeologi stanno valutando se si tratta di un reperto di produzione romana o se sia stato importato dall'Egitto. I ritrovamenti sono stati fatti ieri mattina e sono stati ricoverati in un magazzino. Gli scavi riprenderanno la prossima settimana.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo