Calato nello scenario dell'oggi il museo sarebbe davvero un'astronave (è l'accusa verso questa scelta). Neppure i detrattori negano che l'«astronave», qui, disporrebbe dello spazio prezioso (con un museo di questa portata) per i parcheggi di bus e auto. Inoltre l'asse mediano sarebbe il canale stradale utile per evitare il centro città se il pubblico, come si immagina, arriverà spesso da fuori Cagliari. Ma la definizione di «astronave» è stata trovata per altri motivi, nasce dal deserto di quella fetta di città: il museo sarà un edificio di grande interesse sotto ogni profilo calato in un punto in cui, oggi, si passa velocemente senza ragioni per fermarsi o per dare uno sguardo attorno. La sfida della scelta sta proprio qui. Questo è un luogo abbandonato, da un lato c'è il quartiere ghetto di Sant'Elia, dall'altro c'è il sogno del lungomare che Cagliari non ha mai avuto. Il museo dovrebbe avere la forza di provocare molte cose che si riassumono in un unico concetto: riqualificazione. Viene dato per scontato che un museo del genere attirerà visitatori, quella zona non sarà più sconosciuta, rischia anzi di diventare famosa quanto Castello e di attirare un pubblico che farebbe volentieri un giro nei dintorni a cercare altre bellezze da ammirare, trattorie, tipicità varie. Al momento la città in questa zona è impresentabile, col museo si pone il problema di accorgersene, finalmente. A tratti, qualche atto di buona volontà si vede. Ai primi di gennaio è stato firmato l'accordo con la Marina Militare per far passare la passeggiata a mare anche nei terreni della Marina. Era il grande ostacolo al progetto: il muro lungo il molo Ichnusa (abbattuto nell'estate 2005) e poi tutti gli insediamenti sul mare impedivano che si potesse pensare seriamente a un lungomare di qualche chilometro e non di poche centinaia di metri. Per il momento è progettato fino a su Siccu, ma è nelle cose amministrative che si vada oltre per arrivare dove si può, vale a dire a Sant'Elia. Sant'Elia è al centro di un incredibile sogno: buttare giù i palazzoni davanti allo stadio e ricostruire con criteri differenti. E' un sogno attorno al quale la Regione sta costruendo una cassaforte piena di denaro, c'è già un articolo della finanziaria che mette da parte 50 milioni di euro per l'operazione. I risultati non possono essere immediati, il museo invece avrà tempi molto più brevi. L'«astronave», insomma, farà in tempo a vedersi. Sembra però che la città non intenda restare indietro rispetto alle opportunità indotte da teatro. Già l'amministrazione comunale ha lanciato l'idea che la nuova via Roma sarà da Su Siccu fino a Sant'Elia e i programmi elettorali si stanno cimentando con questo tema: che fare per ricongiungere la città al suo ghetto, che fare per riqualificare case e stili di vita in un quartiere finora volutamente abbandonato. Qualcuno dice: si comincia col museo.
I museo nuragico si può fare a Sant'Elia
Il museo di Cagliari sarebbe un'astronave per la città, un edificio di grande interesse calato in un punto in cui oggi si passa velocemente senza fermarsi. La scelta del luogo è stata fatta per la riqualificazione della zona, che è considerata abbandonata e impresentabile. Il museo potrebbe attirare visitatori e far diventare la zona famosa, attirando anche altri turisti che potrebbero visitare la città e le sue bellezze. La zona è stata oggetto di alcuni progetti di riqualificazione, come la passeggiata a mare e la ricostruzione di Sant'Elia, ma il museo potrebbe essere il progetto che dà il via a una vera trasformazione.
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