ROMA. Decine di quadri di De Chirico, Guttuso, Sironi, Manzu' e De Nittis. Ma anche un Cézanne e un Monet. Tutti rigorosamente falsi, periziati come autentici da pseudo esperti compiacenti e venduti per migliaia di euro a clienti ignari di aver pagato a peso d'oro delle autentiche croste. E' una truffa "dalle proporzioni incalcolabili, ma rilevantissime", dicono gli investigatori quella scoperta dai carabinieri del Comando tutela patrimonio culturale in collaborazione con gli agenti della terza sezione della Squadra mobile di Terni a conclusione di una indagine partita nel 2004, conclusasi con un primo arresto nella primavera dell'anno scorso e proseguita poi fino alle quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere eseguite nella notte di ieri. Pesantissima l'accusa rivolta ai quattro uomini finiti in manette tra Roma, Latina, Schio e Bolzano: associazione a delinquere finalizzata alla realizzazione e alla commercializzazione di opere d'arte contraffatte. Un pool di "pataccari" affiatatissimo, forte di un vero critico d'arte con un passato nell'albo dei periti nel tribunale di Roma, un sedicente professore non arrivato nemmeno alla maturità e un finto marchese siciliano che giungeva in Mercedes con autista agli appuntamenti con i clienti e non esitava a far mettere dediche posticce dietro le tele presentandole come eredità di famiglia.