CORREZIONI. Modifiche per migliorare tecnologie di scena, acustica e, soprattutto, ingrandire la buca degli orchestrali. Per Silvano Cova e Jurgen Reihnold, i due esperti incaricati dalla fondazione lirico-sinfonica, il progetto di ricostruzione del Teatro Pretruzzelli può essere rivisto, ma non stravolto rispetto all'elaborazione attuale. «Pur considerando le misure correttive proposte dall'attuale relazione scrivono i due esperti comunque la ricostruzione del Teatro Petruzzelli con la conservazione dell'immagine storica complessiva è senz'altro attuabile». Il difficile comincia adesso. Perché se la diagnosi è chiara, sulla terapia i pareri sono discordanti. Il sindaco Michele Emiliano e l'assessore regionale al Mediterraneo, Silvia Godelli, sono convinti che sia necessario cambiare radicalmente il progetto di ricostruzione e rivedere i costi. Salvatore Nastasi, rappresentante del ministero dei Beni culturali nella fondazione, ritiene invece che le modifiche proposte dagli esperti non stravolgano l'impostazione attuale. Per evitare che lo scontro blocchi la ricostruzione del teatro, il sindaco e i presidenti di Provincia e Regione incontreranno presto a Roma il ministro dei Beni culturali, Rocco Buttiglione, e il sottosegretario Nicola Bono. Ferma restando la chiusura del governo sulla nomina di un commissario straordinario, chiesta ieri dal governatore Nichi Vendola, si cercherà l'accordo sul progetto, sui finanziamenti per la ricostruzione e, soprattutto, sul ruolo della proprietà privata. La Regione, con Silvia Godelli e Nichi Vendola, considera iniquo l'accordo firmato il 21 novembre del 2002, che prevede il ritorno del Teatro Petruzzelli nella piena disponibilità dei proprietari dopo appena 40 anni. Un aspetto che potrebbe riaprire battaglie giudiziarie e polemiche ormai sopite, ma su cui il governo regionale non è disposto a transigere. Anche perché, dato ormai per acquisito che il teatro non riaprirà l'anno prossimo, gli unici a guadagnarci saranno i Messeni Nemagna, proprietari del teatro, cui già dal 2007 la fondazione dovrà corrispondere un canone annuo di 516mila euro (un miliardo di lire), così come previsto nell'accordo del 2002. Per il momento i punti di maggiore attrito sono però quelli contenuti nella relazione di Silvano Cova e Jurgen Reihnold. I due esperti hanno suggerito di intervenire sulle tecnologie di scena e sulla cupola «II progetto hanno rilevato si attiene con molto rigore all'idea di ricostruzione fedele all'originale. E' consigliabile un maggiore distacco dalle severe regole della ricostruzione, pannellando la cupola per ridurre di almeno dieci decibel i livelli di rumore della strada». L'altro rilievo riguarda la buca degli orchestrali, giudicata troppo piccola. Per il sindaco Michele Emiliano ce n'è abbastanza per rivedere il progetto. «La relazione dei due esperti dice conferma che avevamo visto giusto. Si voleva ricostruire un teatro che non sarebbe stato all'altezza dei più grandi teatri europei». Silvia Godelli rincara la dose. «Siamo di fronte a criticità, che richiedono modifiche sostanziali del progetto. A parte l'acustica c'è il problema della buca degli orchestrali. Se restasse com'è, con 50-60 elementi, escluderemmo a priori la possibilità di rappresentare il grande repertorio verdiano e di aprirci alle opere d'avanguardia. Si è creato un problema di costi e di progettualità». Il rischio che i tempi si allunghino è concreto. Il sindaco è però ottimista. «Se avremo un governo collaborativo, riusciremo a recuperare», dice. Per il rappresentante del ministero, Salvo Nastasi, si può però partire subito. «Il progetto può essere attuato: i consulenti propongono piccole migliorie. Non ci sono più scuse». Il braccio di ferro si trasferisce al ministero. Dell'altro caso da risolvere, la contrapposizione fra Giandomenico Vaccari e Guido Pagliaro, sovrintendente e direttore artistico della fondazione, si discuterà nella prossima riunione. Già ieri, però, Emiliano ha auspicato un abbassamento dei toni.