TORNA alla ribalta la proprietà privata. Anche se sarà ricostruito con soldi pubblici, il Teatro Petruzzelli resterà ai Messeni Nemagna. Già dal 2007, la fondazione lirico-sinfonica dovrà versare ai proprietari, cui è stato riconosciuto anche un diritto di palco, un canone annuo di un miliardo di lire. È quanto prevede la penale in caso di mancata conclusione dei lavori. Poi, fra quarant'anni, l'immobile tornerà nella piena disponibilità della famiglia. Così è scritto nell'accordo firmato a Roma da ministero dei Beni culturali, Comune, Provincia e Regione, il 21 novembre 2002. Eppure le condizioni perché il Petruzzelli diventasse di proprietà pubblica c'erano tutte. Nessun cavillo. Era tutto scritto nella convenzione firmata il 2 febbraio 1897 fra il Comune, proprietario dell'area, e Antonio Petruzzelli: «In caso di crollo, terremoto o Incendio, il proprietario deve intraprendere i lavori di ricostruzione entro un anno e completarli entro tre anni dal giorno in cui il crollo sia avvenuto, oppure sgombrare il suolo dai materiali e restituirlo libero al Comune». Per questa ragione già all'indomani dell'incendio del 27 ottobre '91, l'allora sindaco dc Enrico Dalfino mise in mora la proprietà privata, avvalendosi di quella clausola. Il teatro andava ricostruito entro il 27 ottobre 1994. La stessa lettera, nel 1993, fu fatta recapitare ai proprietari dall'allora sindaco pci Pietro Leonida Laforgia. E anche il sindaco Simone Di Cagno Abbrescia, nel '95, inviò un'altra diffida. Di Cagno Abbrescia non escluse di costruire un nuovo teatro, ma si attirò le critiche della sinistra. Nacque allora un ampio schieramento bipartisan che, ritenendo che un'azione di esproprio si sarebbe tradotta in decenni di liti giudiziarie, avviò una trattativa con i proprietari. Ad un passo dall'esproprio si arrivò nel 2002: lo minacciò il sottosegretario Nicola Bono. Poi, l'adesione dei Messeni Nemagna all'accordo.
Così la famiglia non ha restituito quell'immobile
Il Teatro Petruzzelli di Bari sarà ricostruito con soldi pubblici, ma rimarrà di proprietà dei Messeni Nemagna. La fondazione lirico-sinfonica dovrà pagare un canone annuo di un miliardo di lire. L'accordo prevede che il teatro sia ricostruito entro il 2007 e che l'immobile torni nella piena disponibilità della famiglia dopo quarant'anni. La convenzione del 1897 prevedeva che il proprietario intraprendesse i lavori di ricostruzione entro un anno e completarli entro tre anni. Il Comune di Bari mise in mora la proprietà privata dopo l'incendio del 1991 e la trattativa con i proprietari si concluse con l'adesione dei Messeni Nemagna nel 2002.
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