CARO ministro Rocco Buttiglione, ti chiedo «formalmente» di incaricare un commissario per la ricostruzione del teatro Petruzzelli e contemporaneamente di adoperarti per porre fine al «mammismo ormai intollerabile» di An, protagonista di «scorrerie politiche» all'ombra delle macerie del politeama e di una «irresponsabile aggressione pre-elettorale alle istituzioni del territorio». Firmato, Nichi Vendola. Va giù duro, il governatore. E a quindici anni dal rogo, non potrebbe essere diversamente. Ma Buttiglione aveva già spiegato in mattinata, parlando al telefono con i componenti del cda della fondazione lirico-sinfonica, che «non ci sono i presupposti» per materializzare la figura del commissario unico. Insomma, va avanti il braccio di ferro sulle ceneri di quello che era uno dei palcoscenici più famosi nel mondo. L'obiettivo di Vendola, come racconta lui stesso, è di non permettere che il teatro «sia bruciato una seconda volta». Dovrà avere «caratteristiche di qualità e di efficienza». Così com'è, invece, il progetto predisposto dalla Sovrintendenza, è «profondamente inadeguato». Lo testimonia la relazione tecnica dei due consulenti incaricati dalla Fondazione, di valutarlo per quanto riguarda l'acustica e le cosiddette attrezzature di scena. Lasciare le cose come stanno ridurrebbe il Petruzzelli a recitare il ruolo di un «teatrino periferico e improduttivo». Vendola ricorda di «avere avanzato» al sottosegretario alla Cultura Bono (An) fin dal mese di luglio dell'anno scorso, «la proposta della nomina di un commissario, come è avvenuto per la Fenice di Venezia». Commissario che «metta a punto un progetto definitivo, completo e adeguato». Però, Bono «fece orecchio da mercante». Nel frattempo è ancora il ministero Berlusconi a «strozzare i finanziamenti destinati sia alle opere di rifacimento, sia all'attività artistica». Inoltre «bisognerà rimettere mano» anche all'accordo del 2002 «sottoscritto dal centrodestra», che «assicura ai proprietari la restituzione gratuita del teatro ricostruito con fondi pubblici dopo soli quarant'anni». Buttiglione tuttavia, volta le spalle al presidente della Regione Puglia cui replica in serata attraverso il suo portavoce. Fa sapere che i commissariamenti non rappresentano «la via maestra per risolvere situazioni critiche». E ribadisce: «A Bari non ci sono le condizioni né c'è lo stato di necessità per un commissario straordinario al teatro Petnizzelli». E' «improprio», aggiunge, tirare in ballo la Fenice: in quel caso «c'era una legge speciale che permetteva il commissariamento». Piuttosto, visto che esiste un progetto «approvato e finanziato», la via d uscita è una sola: «Procedere». Ecco perché, secondo il ministro, si tratta innanzi tutto di «fare chiarezza sulle reali intenzioni» delle amministrazioni locali. Accamperebbero infatti, «falsi pretesti» destinati a mascherare «la loro reale volontà di farsi carico della propria parte di finanziamento». A distanza di tre lustri, la farsa continua.