Il Petruzzelli come paradigma della gestione amministrativa di Michele Emiliano. Che da sindaco e da presidente della Fondazione Petruzzelli si ispira ad «una mera contrapposizione politica». L'ex sindaco (e quindi anche ex presidente della Fondazione) e ora consigliere comunale di Forza Italia (nonché commissario cittadino dello stesso partito) parte dalla considerazione generale ed entra nel merito, non salvando nulla della gestione Emiliano. Di Cagno Abbrescia evidenzia «una incomprensibile opera di demolizione dell'Ente lirico, con la complicità dell'intero Consiglio di Amministrazione. Non si comprende a quale logica risponda la necessità di disprezzare per principio qualsiasi iniziativa varata dalla precedente amministrazione, di negare l'esistente, di ritenere nulli i risultati raggiunti e di voler azzerare ogni cosa, per fingere di reinventare ciò che - secondo Emiliano - gli altri non hanno saputo ideare, di costruire ciò che gli altri non hanno saputo fare, di cambiare ciò che gli altri hanno sbagliato. Secondo l'ex Sindaco, il caso-Fondazione è «eclatante». E riepiloga: «È noto a tutti che l'Ente Lirico barese è nato per volontà dell'Amministrazione comunale da me guidata e grazie all'impegno di Angela Filipponio Tatarella. Forse è opportuno ricordare che nessuna altra città, anche notoriamente titolata in ambito musicale (Parma, Reggio Emilia, Catania), era riuscita a ottenere questo riconoscimento dallo Stato, oltre a quelle inizialmente stabilite dalla Legge 800 del 1967.» Il risultato? «Tutti hanno constatato, con il cambio delle amministrazioni degli enti soci, l'aggressiva e gratuita opposizione che ha dovuto subire Angela Filipponio, primo Sovrintendente dell'Ente, e che ora sta subendo il direttore artistico Guido Pagliaro. Un attacco insensato e ottuso, finalizzato unicamente all'occupazione di ogni spazio di gestione della Fondazione, e che è stato (e viene) portato avanti con rozza e brutale determinazione.» L'ex sindaco riepiloga: «È incofutabile che le stagioni preparate da Guido Pagliaro siano di prestigio e di grande successo: lo dice il pubblico (che non è né di destra, né di sinistra) presente numeroso ed entusiasta alle rappresentazioni, lo scrivono i giornali che non ricordano a Bari programmazioni di uguale livello. Così come è innegabile che la gestione di Angela Filipponio nei primi due esercizi sia stata esemplare per correttezza e competenza, se è vero, come è vero, che le economie finanziarie realizzate nei primi due anni, pari a circa 1,8 milioni di euro, consentiranno nel 2006 alla Fondazione di proseguire l'attività, nonostante i tagli e la perdurante assenza di finanziamenti da parte degli enti locali. «Evidentemente le pretese di Emiliano e soci vanno oltre ogni limite, oltre l'evidenza dei fatti, oltre il sentimento della gente, oltre il buon senso e il buon gusto. E così, dopo aver bloccato la ricostruzione del Petruzzelli (su cui mi riservo di intervenire successivamente), si appresta impunemente a espugnare l'Ente Lirico. Prima costringendo la Filipponio alle dimissioni, ora esautorando dalle sue funzioni Pagliaro, domani, chissà, prendendo di mira i collaboratori che hanno reso possibile dal nulla questo piccolo miracolo. Molti applausi, speriamo non si replichi.»