È stufo delle polemiche sul Petruzzelli, Salvo Nastasi: per ora replica e contrattacca, denunciando «manovre distruttive» e smentendo l'interpretazione negativa del giudizio dei consulenti al progetto di restauro del teatro. «Mettiamo da parte la politica», è il suo appello, lanciato insieme a messaggi incrociati su «nuove candidature». Il direttore generale dello «Spettacolo dal vivo» del ministero dei Beni Culturali è membro del consiglio di amministrazione della Fondazione (che proprio oggi si riunisce e la seduta si annuncia rovente) e risponde da Firenze, dove da sei mesi è commissario del Maggio musicale Fiorentino, reduce di una «vittoria» riportata qualche giorno fa dai giornali, quella di aver fatto nominare un direttore artistico evitando polemiche politiche. A Firenze, tutti d'accordo. A Bari ancora liti, soldi che volano via e speranze vanificate anche sul progetto di ricostruzione. Che succede? «Difficile fare un parallelo. Tentiamo un pò di chiarezza perché ho letto ricostruzioni dei fatti non corrispondenti al vero». Partiamo dalla relazione dei consulenti. Insomma, hanno dato un giudizio positivo o negativo al progetto di restauro? «Ho letto, come i miei colleglli del cda, la relazione che verrà discussa domani (oggi ndr). Credo però che sull'argomento debba esprimersi per tutti il sindaco di Bari, che ha il ruolo e la forza per mettere la parola fine a questa vicenda». Ma è vero la relazione sostiene che sia tutto da rifare? «No. Chi dice il contrario è in malafede. Leggere per credere: la relazione descrive un pò quello che sapevamo. Come i pregi ed i difetti di avere un teatro privato su suolo pubblico, dove non puoi certo fare quello che ti pare. Comunque, al di là delle solite manovre distruttive, a mio parere si può andare avanti con qualche utile suggerimento, come l'ingrandimento ulteriore della buca per esempio. Mettiamo da parte la politica e rimbocchiamoci le maniche: siamo ancora in tempo. 24 mesi di lavori ed il teatro potrebbe tornare finalmente alla città». Ma se sono stati anche definanziati dal ministero i 4,3 milioni di euro stanziati per la ricostruzione, come si può sperare ancora? «Innanzitutto, tanto per rispondere alle ultime polemiche, ricordo che la destinazione di 4,3 milioni di euro aggiuntivi tratti dai fondi «Lotto» furono disposti nel 2003 dal ministro Urbani anche sulla base della esplicita richiesta del sottoscritto, per creare una riserva ulteriore di fondi cui attingere in caso di necessità. Ma sono due anni che i soprintendenti del ministero ed il sottoscritto sollecitano gli enti territoriali ai loro versamenti! Io stesso più volte ho polemizzato in Consiglio di amministrazione con l'assessore Godelli su questo punto». Quindi, secondo lei, è colpa dei ritardi nei versamenti degli enti locali. «Il sospetto che una vicenda politica stesse prendendo il sopravvento per me è divenuto certezza nell'incontro a Roma tra il sottosegretario Bono e gli enti territoriali del 28 luglio scorso. Ci facemmo convincere, mi creda solo per amore del teatro, alla nomina di due consulenti su cui la Regione insisteva, che però sarebbe dovuta avvenire il prima possibile. Chiesi di riunire il Cda immediatamente, ai primi di agosto. E mi fu negato con la questione delle ferie. Finalmente a settembre abbiamo individuato i professionisti, che però sono stati nominati formalmente solo un mese fa. Tutto questo tra le mie proteste e le mie insistenze continue, con la solidarietà e l'aiuto di Michele Mirabella ed Onofrio Sisto». Lei accusa: ritardi provocati. «E' stato fatto di tutto per rallentare. Non posso essere smentito su questo. In merito alla revoca dei finanziamenti, l'ho saputo praticamente in contemporanea agli altri, in quanto il Direttore generale per lo spettacolo dal vivo, com'è noto, è un organo che non ha alcuna competenza sui Finanziamenti per i Beni culturali. Il direttore regionale della Puglia ci avrebbe avvertito non appena il decreto fosse stato ufficializzato, ma la Gazzetta del Mezzogiorno ha fatto il suo scoop innescando quello che ne è seguito». E lei non crede che la ricostruzione sia ormai affossata? «Guardi, io sono un funzionario pubblico, non sono un politico ed ho la fortuna di essere barese. Proprio per questo mi mortifica il fatto che, nonostante l'impegno mio e di tanti altri, le beghe politiche stanno affossando l'evento più importante per questa città degli ultimi anni e cioè la ricostruzione del Petruzzelli». Ma alla gente non è chiaro un concetto: ora che si fa? E' tutto perso? Ci vuole un commissario? «Ci vuole chiarezza anche su questo. Il decreto è stato un provvedimento rivolto a tutti i fondi non usati nel triennio. Parliamo di 30 milioni di euro recuperati. Non c'è stata alcuna volontà punitiva, ne sono certissimo. Credo che la partita non sia chiusa. Il ministro mi ha detto che sta valutando la situazione, ma è evidente che non si può sottostare a questo perverso tira e molla. Farò anch'io la mia parte, come credo di aver sempre fatto, per la ricostruzione. Per quanto riguarda la nomina di un commissario, è evidente che non serve. Il ministero, a tutti i livelli, è contrarissimo in quanto non ci sono le condizioni giuridiche e sostanziali. Vedo solo strane ed improbabili candidature spinte unicamente dall'edizione barese di un giornale nazionale e gran desiderio di confusione».