Se la Provincia vuole entrare nel consiglio d'amministrazione della Scala, usi i soldi del maxidividendo Sea. Il consiglio per Filippo Penati è in una lettera del sindaco, Gabriele Albertini, spedita il 30 gennaio scorso, e che spiega come mai ancora una volta la Provincia non può entrare nella stanza dei bottoni del Piermarini. «Circa la possibilità, della Provincia di essere rappresentata nel Cda - scrive il sindaco e presidente della Fondazione Scala - attesa la normativa, recentemente approvata, che consente di aumentare il numero dei consiglieri da 7 a 9, proprio in data odierna l'assemblea della Sea spa ha deliberato la distribuzione di un dividendo straordinario di 200 milioni di euro, la quota spettante alla Provincia (14) è di 28 milioni». E a seguire: «Se la giunta provinciale lo riterrà, potrà decidere di versare in un'unica soluzione la somma residua...». Insomma, è il ragionamento di Albertini, dal momento che Penati ha il denaro cash, lo utilizzi per entrare in lizza tra gli aspiranti consiglieri d'amministrazione della Fondazione Scala. Già, perché tra i soci fondatori ci sono società che hanno già investito somme ingenti e maturato diritti. E in questo momento tra i nomi che circolano peri il consiglio d'amministrazione ci sono Banca Intesa e le Generali. Penati non commenta. Anche se con i suoi gira la parola «ripicca» per definire la decisione di Albertini, ufficialmente il presidente della Provincia ha girato la pratica al suo assessore alla Cultura. E Daniela Benelli attacca: «Questa decisione si pone in linea di rottura contro la volontà più volte ribadita dal ministro dei Beni culturali, Buttiglione. Il presidente del Cda della Scala si è assunto una responsabilità le cui motivazioni restano incomprensibili». Secondo Albertini, che l'ha più volte ribadito, le motivazioni sono economiche e di diritto: in pratica «serve un versamento di 10,6 milioni di euro». Secondo la legge sulle fondazioni liriche del maggio 2005 per avere un posto nel cda bisogna versare 5,2 milioni e impegnarsi a versare altri 5,4 milioni nei due anni successivi. Conclude Albertini: «Con l'impegno a versare la somma di 5,4 milioni suddivisi tra l'anno scorso e il seguente e il necessario voto dell'assemblea, è quindi accessibile la richiesta della provincia di esprimere un consigliere». Come dire: se pagate, potete fare domanda. E ieri il cda ha formalizzato l'aumento da 7 a 9 del numero dei membri del cda. La Provincia al momento resta fuori.
Scala, Albertini dice no alla Provincia. Paghi con i soldi del dividendo Sea
Il sindaco Gabriele Albertini ha scritto una lettera al consigliere Filippo Penati, in cui gli consiglia di utilizzare i soldi del maxidividendo Sea per entrare nel consiglio d'amministrazione della Scala. La Provincia vuole entrare nel consiglio, ma non può farlo senza versare 10,6 milioni di euro. L'assemblea della Sea spa ha deliberato la distribuzione di un dividendo straordinario di 200 milioni di euro, e la Provincia ha una quota di 28 milioni di euro. Il presidente della Fondazione Scala non ha commentato la decisione di Albertini. La Provincia ha già girato la pratica al suo assessore alla Cultura, Daniela Benelli, che ha attaccato la decisione del sindaco.
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