LA NUOVA Legge finanziaria taglia i fondi alle Soprintendenze e loro, gli addetti ai lavori, funzionari e tecnici, incrociano le braccia per protesta, sospendendo ogni lavoro fuori degli uffici. Ferme dunque tutte le attività sul territorio: bloccati gli scavi di emergenza, i sopralluoghi, le verifiche, i contatti e gli incontri con amministratori locali, imprese impegnate in lavori edili, i cittadini in attesa di autorizzazioni. «La situazione è davvero insostenibile spiega Francesca Radina, responsabile del Centro operativo barese della Soprintendenza archeologica tanto che mercoledì prossimo, 8 febbraio, funzionari e tecnici di tutte le Soprintendenze pugliesi ci incontreremo al Castello svevo per coordinare al meglio la protesta». Due gli assi portanti della decisione che rischia di paralizzare l'intero apparato dei Beni culturali. «I tagli vergognosi previsti dalla Finanziaria sottolinea l'archeologa ammontano al 60 per cento: in pratica, questo significa che non ci sono soldi per pagare le missioni, comprese quelle dell'anno scorso; ci troviamo quindi a fare i conti con il 2005 scoperto e ad affrontare il 2006 senza una lira. In proposito il consigliere regionale del Gruppo misto, Giacomo Olivieri, ha rivolto interrogazioni sia all'assessore ai Beni culturali, Silvia Godelli, che a quello al Turismo, Massimo Ostillio. Secondo aspetto: sempre la nuova Finanziaria stabilisce che la diaria, cioè l'indennità di missione, viene soppressa per tutto l'apparato statale, quindi anche carabinieri e polizia: prima ci davano 80 centesimi l'ora, una miseria, certo, ma anche un piccolo incentivo, un "segnale" di considerazione: adesso non avremo neppure quegli spiccioli». Ai funzionari delle Soprintendenze giunge la solidarietà e il sostegno di Giuliano Volpe, ordinario di Archeologia tardoantica all'Università di Foggia, che si scaglia contro "il lucido e folle disegno di smantellamento definitivo della tutela dei beni culturali italiani". «La nuova Finanziaria rileva Volpe ha imposto tagli feroci in particolare nel settore dei servizi al cittadino, della cultura e dei beni culturali; ambito, quest'ultimo, che si trova a vivere una delle fasi più buie della nostra storia. Si tratta di un duro colpo in particolare per gli organi periferici del ministero per i Beni culturali, le Soprintendenze, ormai ridotte in uno stato agonizzante. Un colpo che rappresenta l'ultima tappa, per ora, di un processo di depotenziamento, come emerge dall'annoso blocco delle assunzioni e del turn over: al momento la metà circa delle Soprintendenze è coperta per reggenza in mancanza di soprintendenti di ruolo, mentre l'età media dei funzionari raggiunge 55 anni: dunque personale sempre più scarso, più vecchio, meno motivato, ora costretto alla scrivania». Quanto alla soppressione delle indennità di trasferta, l'archeologo sottolinea che in questo modo si va a stravolgere e a mortificare definitivamente una particolarità della tutela, e cioè il suo carattere territoriale. «Funzionari e tecnici che dovrebbero essere presenti nel territorio spiega Volpe sono costretti a restare in ufficio. La peculiarità dei beni culturali italiani, e in particolare di quelli pugliesi, consiste, infatti, nel continuum di presenze nelle città, nelle campagne, lungo le coste, e soprattutto in quell'integrazione fra beni culturali e paesaggio che ormai è un elemento essenziale della nostra cultura e della nostra "identità". Come è possibile tutelare un patrimonio immenso senza poter operare sul campo? In questa difficile situazione, un ruolo importante dovrebbe essere svolto dalla Regione conclude Volpe dalla quale aspettiamo di conoscere meglio la politica che intende avviare per i Beni culturali: una politica si spera caratterizzata dagli stessi segnali di discontinuità col passato e dalla progettualità già espressa in altri settori».
La rivolta delle Soprintendenze. Contro i tagli della Finanziaria: "Bloccheremo tutto"
La nuova Legge finanziaria prevede tagli significativi per il settore dei Beni culturali, con un impatto particolarmente duro sulle Soprintendenze e i loro funzionari e tecnici. I tagli ammontano al 60% e includono la soppressione della diaria per le missioni, che significa che i funzionari non riceveranno più alcuna indennità per le loro attività. La situazione è considerata insostenibile e i funzionari e tecnici stanno protestando, sospendendo le attività fuori degli uffici. La Regione Puglia ha espresso solidarietà con i funzionari e ha chiesto una politica più attiva per i Beni culturali.
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