ROMA Una scala monumentale ornata di pilastri rivestiti di marmo e di colonne e un'enorme sfinge, anch'essa di marmo, sono stati rinvenuti ieri mattina durante gli scavi che la Soprintendenza archeologica del Lazio sta effettuando da novembre all'interno di Villa Adriana, a Tivoli. La scala, a due rampe, è larga 8 metri e mezzo ed è databile intorno al 130 d.C. Più misteriosa la sfinge, lunga circa 3 metri, che è posata su un basamento a lato della scala, e potrebbe essere di fattura egizia e quindi più antica. Gli archeologi che hanno effettuato lo scavo però sono propensi a credere che si tratti di un'opera in stile egizio fatta da artigiani romani: una copia di gran classe, insomma, forgiata per abbellire il "palazzo cittadella" voluto dall'imperatore Adriano. La scoperta è stata fatta all'interno della zona chiamata "palestra" perché nel 1500 vi furono trovate alcune statue di atleti. Si tratta di un'area molto vasta dove sono emersi nel tempo sette diversi edifici tra cui due che sembravano essere destinati agli atleti. Lo scavo della soprintendenza, finanziato dall'Arcus, la spa fondata dai ministeri dei Beni culturali e dei Trasporti, aveva fatto già ritrovare nei giorni scorsi alcuni pezzi importanti: una grande maschera teatrale di marmo, pavimenti e rivestimenti di marmo, la statua di un atleta. Ieri, infine, la scoperta della scala e della sfinge. Secondo gli archeologi la scala era l'accesso monumentale alla villa stessa, una porta imperiale destinata a impressionare chi entrava con la sua grandiosità. La scala e la sfinge sono state immediatamente di nuovo interrate dagli archeologi, per proteggerle dai danni delle intemperie e dai ladri. Ma l'obiettivo, alla ripresa dei lavori, è di farle tornare al loro antico ruolo di ingresso alla villa dell'imperatore, soddisfazione per il ritrovamento del ministro dei Beni Culturali Rocco Buttiglione e di quello dei Trasporti Pietro Lunardi, il quale ha ricordato che l'Arcus ha sborsato per gli scavi, il recupero e il restauro di Villa Adriana 3 milioni e 250 mila euro fino al 2006. «Attraverso Arcus», ha detto, «finanziamo gli scavi archeologici e il recupero del patrimonio storico e culturale del paese con il 3 del valore delle opere della Legge Obiettivo». Polemico invece il sindaco di Tivoli, che ha protestato nei giorni scorsi per i tagli del ministero dei Beni culturali alle spese per il depuratore di Villa d'Este che rischia di far chiudere le famose fontane e tutta la villa. «La straordinaria scoperta di oggi», ha detto Marco Vincenzi, «è l'ennesima dimostrazione che il ministero dei Beniculturali deve continuare a investire sul patrimonio monumentale e archeologico della nostra città. Spero che questo convinca il ministro a ripensare ai tagli che hanno duramente colpito Villa d'Este».