È stata predisposta da Beni culturali e Protezione civile Monumenti sotto osservazione. Cinque anni or sono fu la volta delle chiese e dei beni mobili, ora è arrivato il turno di palazzi, castelli e di tutti gli immobili che hanno pregio storico-artistico. Il ministero dei Beni culturali, in collaborazione con il Dipartimento della protezione civile, infatti, ha messo a punto la scheda per la rilevazione dei danni provocati ai monumenti dalle catastrofi naturali. Eventi che, purtroppo, non sono rari: i terremoti, le alluvioni e l'attività dei vulcani mettono seriamente a rischio il patrimonio culturale, anche perché i "pezzi" da proteggere sono sparsi su tutto il territorio della penisola. La più piccola chiesa campestre può custodire un quadro o un affresco prezioso o essere essa stessa un bene da tenere sotto osservazione. Il problema era noto da tempo. Basti pensare all'alluvione di Firenze del 1966, quando sotto l'acqua finirono quadri, statue, affreschi, libri. È stato però solo durante il terremoto in Umbria del 1997 che nelle squadre di pronto intervento della Protezione civile sono stati inseriti esperti del ministero dei Beni culturali, così da poter avere un quadro preciso dei danni causati al patrimonio artistico. Duplice obiettivo. Da quel momento si è iniziato a lavorare a una scheda che consentisse di rilevare con precisione lo stato dei monumenti e dei beni colpiti da catastrofi naturali. Con un duplice obiettivo: disporre d'informazioni affidabili, in modo da approntare in tempi rapidi le misure di contenimento del danno e di messa in sicurezza del bene; stabilire, con buona approssimazione, l'ammontare delle spese da sostenere per i primi interventi. Il tutto allo scopo di evitare l'ulteriore degrado del patrimonio colpito e, di conseguenza, l'aumento dei costi per riportarlo alle condizioni precedenti. Si è deciso d'iniziare con le chiese e i beni mobili (quadri, libri, collezioni numismatiche e così via) perché le chiese racchiudono buona parte del patrimonio artistico italiano. Le prime due schede sono state approntate nel 2001 dal Glabec (Gruppo di lavoro, formato da esperti dei Beni culturali e della Protezione civile, per la salvaguardia e la prevenzione dei beni culturali da rischi naturali) e sono state utilizzate per monitorare i danni prodotti dal terremoto in Sicilia del 2002, dal sisma in Molise del 2003 e da quello nella provincia di Brescia del 2004. La Regione Molise, per esempio, ha tenuto conto dei rilievi effettuati attraverso le schede e all'epoca ha stanziato quasi sei milioni di euro per i primi interventi sulle chiese della provincia di Campobasso. Dopo quella esperienza è stata messa a punto la scheda di rilevazione dei danni agli immobili: una tipologia molto estesa, perché si va dai castelli ai palazzi signorili agli edifici storici. Allo stesso tempo, è stata rivista la scheda per le chiese. Entrambi i modelli saranno pubblicati sulla «Gazzetta Ufficiale». C'è, infine, un altro vantaggio: i dati rilevati attraverso le schede sono informa-tizzabili e ciò consente di realizzare un archivio con tutti gli interventi effettuati. Una grande memoria storica telematica su com'era e com'è il nostro patrimonio.
Patrimonio a rischio Le catastrofi naturali. La scheda fotografa i danni del sisma
Il ministero dei Beni culturali e la Protezione civile hanno messo a punto una scheda per rilevare i danni ai monumenti e immobili causati da catastrofi naturali. Questa scheda è stata utilizzata per la prima volta per monitorare i danni prodotti dal terremoto in Sicilia del 2002, dal sisma in Molise del 2003 e da quello nella provincia di Brescia del 2004. La scheda è stata rivista e adattata per includere anche gli immobili, come castelli e palazzi signorili, e per le chiese. I dati rilevati attraverso la scheda sono informazionabili e consentono di creare un archivio con tutti gli interventi effettuati.
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