A Roma c'è un pezzo di storia di cui si continua ad ignorare l'importanza ed il suo fondamentale apporto nella crescita culturale della nazione. Si tratta della storia militare e dei relativi musei che ne custodiscono i reperti, testimoniandone l'evoluzione dall'Unità d'Italia ad oggi. Si tratta di ben sei raccolte suddivise in autonomi spazi direttamente gestiti dalle singole armi che così come sono concepiti oggi non riescono ad attirare l'interesse del grande pubblico ed a raccogliere un numero sufficiente di visitatori. D'altro canto sono ancora in ottimo stato di conservazione e perlopiù funzionanti i fortini militari che costituivano la corona difensiva della capitale in caso di assedio dall'esterno. È evidente che si tratta di strutture strategicamente superate e inadatte anche all'attuale uso di caserme. La storia militare italiana è parte importante della nostra cultura: sia per l'innovazione tecnologica che ha prodotto, ad esempio nei comparti della meccanica dei trasporti, nell'elettronica delle teletrasmissioni o nell'ingegneria infrastrutturale, sia per quanto riguarda la conoscenza diretta delle vicende storiche, di cui i conflitti bellici e la gestione dell'ordine pubblico costituiscono da sempre un fattore decisivo. Le trasformazioni che il nostro paese sta compiendo con il superamento dell'esercito di leva, insieme al sempre crescente impegno delle nostre forze armate nelle missioni di pace all'estero, meritano la creazione di un luogo che possa raccogliere la testimonianza del lungo percorso compiuto. Sarebbe infatti auspicabile poter studiare «in sito» (e cioè proprio all'interno di uno dei fortini ottocenteschi, veri e propri monumenti dell'ingegneria militare), i centocinquant'anni di storia della difesa italiana: dalla preparazione della seconda guerra d'Indipendenza, alla riorganizzazione dell'esercito nazionale, dalla partecipazione ai conflitti mondiali, all'adesione nel Patto Atlantico ed alla continua preparazione ed innovazione di uomini e mezzi per gli attuali compiti di antiterrorismo. Proprio in questi giorni il decreto Tremonti ha imposto la vendita di una parte del patrimonio edilizio del ministro della Difesa, per cui mantenere dei piccoli e semisconosciuti musei dell'Arma dei carabinieri, dei bersaglieri, del genio e della motorizzazione militare, dei paracadutisti e degli alpini, rappresenta soltanto un onere per l'immobilizzo di sedi e personale, mentre attraverso l'allestimento di un grande museo storico delle Forze armate italiane si aiuterebbero soprattutto i giovani a far conoscere ed amare una delle componenti più significative della storia italiana che sta arricchendosi di interessanti ed innovativi sviluppi.
Un grande museo delle forze armate per conoscere meglio la nostra storia
A Roma, esistono sei raccolte di storia militare e musei che custodiscono i reperti della difesa italiana. Tuttavia, questi spazi non attirano sufficientemente il pubblico e non raccogliono visitatori. I fortini militari, invece, sono ancora in buono stato di conservazione e funzionano come caserme. La storia militare italiana è importante per l'innovazione tecnologica e la conoscenza delle vicende storiche. Le trasformazioni del paese, come il superamento dell'esercito di leva e l'impegno nelle missioni di pace, meritano la creazione di un luogo che possa raccogliere la testimonianza del lungo percorso compiuto.
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