FANO - Primi significativi segnali di cedimento nella vicenda dei traffici clandestini internazionali di opere d'arte: "Il Metropolitan si arrende: accordo con New York. A Roma il vaso, in Sicilia gli argenti" titolava ieri il Corriere della Sera, ricordando altresì che ora "si attende la soluzione del caso Getty". E dunque anche del Lisippo di Fano. Tra il 14 e il 15 febbraio, a Roma, il ministro per i beni culturali Rocco Buttiglione e il direttore del Metropolitan museum (Met) Philippe De Montebello, firmeranno questo primo accordo sulle opere d'arte, garantendo anche il prestito di capolavori a medio e lungo termine. Un passo decisamente importante che potrebbe spianare la strada verso il Getty museum che, stando alle accuse che alimentano il processo attualmente in corso a Roma all'ex curatrice delle acquisizioni del museo Marion True, potrebbe custodire numerosi pezzi di provenienza non lecita. Un argomento, quello del Lisippo, che ha ripreso molto vigore negli ultimi mesi in seguito all'opportuna denuncia del consigliere regionale di An Giancarlo D'Anna, ma che, da quasi una quarantina d'anni, è oggetto di processi e trattative internazionali più o meno incalzanti. Una vicenda affascinante al centro di un recente convegno organizzato dal Rotary Club di Fano presieduto dal Prof. Luciano De Sanctis e che ha visto come relatore il professor Alberto Berardi, conoscitore del Lisippo e primo a mettere a disposizione della magistratura la concrezione marina che si staccò dalla gamba della statua. «Il Lisippo non può che tornare in Italia - sostiene - perché è stato esportato illecitamente, proprio come provava l'inchiesta di un'autorevole rivista statunitense ("Saturday review of literature" del marzo 1979 che intitolava "Smuggled", cioè contrabbandato). E l'unica prova che la statua sia stata ritrovata a Fano sta proprio in quella concrezione, attualmente in possesso della soprintendenza». E ora che molto, a livello nazionale e internazionale, sembra muoversi, Berardi non soltanto ringrazia il ministro Buttiglione per la sensibilità dimostrata, ma lo invita «ad avviare intense campagne di ricerche subacquee in Adriatico in collaborazione con la Croazia, dove tra l'altro è custodito il "bronzo di Lussino", sorta di "gemello" del Lisippo rinvenuto nel 1997 al largo della costa croata. Non escludo, e non sono il solo a sostenerlo, che sott'acqua ci siano altri pezzi di grande valore». E a proposito di "pezzi", nel corso della conferenza Rotary ha suscitato grande curiosità la storia legata ai piedi del Lisippo, parte ancora mancante che, dice Berardi, «Federico Zeri (esperto d'arte e per anni consulente del Getty, ndr.) mi riferì fossero stati ripescati e immessi nel mercato clandestino». Insomma, una storia lunga e ingarbugliata, «ma chi ridacchiava quando, negli anni passati, condussi battaglie in solitario, farebbe bene a ricredersi. Personalmente sono molto fiducioso sul ritorno del Lisippo a Fano».
Lisippo, il Getty Museum ormai alle strette Berardi: Anche i piedi furono ripescati
Il ministro per i beni culturali Rocco Buttiglione e il direttore del Metropolitan museum Philippe De Montebello firmeranno un accordo sulle opere d'arte il 14-15 febbraio a Roma. L'accordo riguarda il prestito di capolavori a medio e lungo termine. Il caso del Lisippo di Fano, che è stato oggetto di processi e trattative internazionali, potrebbe essere risolto con questo accordo. Il professor Alberto Berardi, conoscitore del Lisippo, sostiene che la statua non può tornare in Italia se non sarà ritrovata la prova che sia stata esportata illecitamente.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo