«Il vaso di Eufronio? Sì a Cerveteri» II ministro Buttiglione possibilista: ma serve un vero museo dove ospitarlo «Il vaso di Eufronio a Cerveteri? Perché no?» Il ministro dei Beni culturali Rocco Buttiglione passeggia per Campo dei Fiori. È domenica ed è soddisfatto per il successo dell'operazione «Metropolitan», destinato a riportare in Italia tesori trafugati dal nostro territorio e finiti nelle teche di uno dei più grandi musei del mondo, il Metropolitan di New York. La trattativa col blasonato direttore del Met Philippe de Montebello, guidata con mano ferma dal suo dicastero grazie al contributo dei carabinieri del Nucleo di Tutela Culturale e alle inchieste del Pm Ferri che sta inchiodando in un'aula di Tribunale Marion True curatrice del Getty Museum di Malibu, è dunque andata felicemente in porto. «Però io non ho ancora ricevuto indietro né l'Eufronio né gli argenti di Morgantina - dice per scaramanzia il ministro -. Bisognerà aspettare ancora un po'. In ogni caso si può discutere della loro futura collocazione. Gli argenti sono destinati alla Sicilia, che come Regione ne ha rivendicato la più piena titolarità. E giusto che tornino là da dove sono stati prelevati in seguito a questi scavi clandestini che hanno depredato le nostre risorse archeologiche. E il vaso di Eufronio? Io sono da sempre d'accordo col principio di territorialità dei beni archeologici e culturali. Perciò mi sembra giusto che possa essere destinato a Cerveteri, il luogo in cui e stato creato e da dove è stato trafugato. Ovviamente richiede un museo degno di questo nome, dotato di tutto ciò che è necessario prevedere in una struttura museale destinata a contenere tesori veri e propri, un museo che ancora non c'è...». Il ministro dunque spezza una lancia a favore del progetto avanzato dal presidente della Provincia di Roma. Enrico Gasbarra. È stato lui, infatti, due giorni fa, sull'onda dell'entusiasmo creato dalla notizia della felice conclusione dell'operazione Metropolitan, a lanciare l'idea di creare un polo museale a Cerveteri in grado di accogliere il tesoro al suo ritorno dal museo newyorchese. Purtroppo lo stato delle necropoli di Cerveteri non è dei migliori. Spesso ì visitatori si trovano la porta d'accesso di importanti tombe sbarrata per restauri o più semplicemente per gli eterni guai che sembrano di casa nei nostri beni archeologici e monumentali: tombe invase dall'acqua, come è successo spesso in passato, difficoltà per le visite, mancanza più in generale per quanto riguarda l'ingente e fantastico patrimonio etrusco di un circuito turistico di visita in grado di rendere fruibile importanti siti dell'alta Maremma laziale e toscana. Rocco Buttiglione ne è perfettamente al corrente. E dice: «Certo, una struttura a Cerveteri potrebbe dare un grande impulso a tutta la zona. Penso al vicino Museo di Tarquinia e alle sue necropoli, penso al patrimonio bellissimo di zone come Sovana o Pitigliano...». Non c'è che l'imbarazzo della scelta, da Norchia col suo canyon fantastico di tombe rupestri a Blera, Barbarano Romano passando per Viterbo o Civita Castellana. Insomma il sogno di Cerveteri può essere un grande sogno. «Continuiamo a pensarci - dice il ministro Buttiglione allontanandosi nella sua passeggiata domenicale sotto un bel sole che illumina le bellezze del centro -. Chissà che non diventi realtà?».