Un anno e otto mesi per la direttrice che all'interno del mausoleo si fece ricavare un appartamento di 70 metri quadri utilizzando 250 milioni dei fondi ministeriali destinati alla sicurezza del monumento. Pene anche per le società che realizzarono i lavori L'ALLOGGIO DI SERVIZIO a lei destinato come direttrice del museo era occupato e lei ne fece ricavare un altro nei locali dell'ex cannoniera di Castel Sant'Angelo Si era fatta ricavare nei locali dell'ex cannoniera del museo di Castel Sant'Angelo un alloggio di servizio utilizzando fondi della pubblica amministrazione destinati ad altro scopo e senza seguire le procedure previste dalla legge. Per questa accusa, l'ex direttrice del museo Germana Aprato e tre persone dell'azienda che ha realizzato i lavori sono stati condannati a pene comprese tra un anno e otto mesi e dieci mesi di reclusione, con pena sospesa. Oltre alla ex direttrice (un anno e 8 mesi), sono stati condannati Enzo Pasqualucci (un anno e 3mesi), titolare dell'omonima azienda, Damiano Tesoriere (dieci mesi), direttore dei lavori e progettista, eMario Frasca (dieci mesi), assistente di Tesoriere. La Aprato, in qualità di direttrice del museo all'epoca dei fatti, aveva diritto ad un alloggio di servizio all' interno del complesso monumentale. Essendo questo occupato da un'altra persona, la funzionaria avrebbe fatto realizzare tra il 2000 e il 2001 un piccolo appartamento di circa 70 metri quadri, costato circa 200 milioni delle vecchie lire. Somma che sarebbe stata stornata da fondi (circa 250 milioni di lire) dei Beni Culturali erogati per lavori di messa in sicurezza dell'immobile.