02022006 Nel 1500, su commissione di un ricco signore del luogo, fu realizzato su un costone roccioso a monte dell'attuale frazione Sant'Antonio di Sala Consilina un affresco dedicato a San Michele, patrono della città. Il dipinto, del quale non si conosce l'autore, per secoli ha fatto bella mostra di sé lungo la strada che un tempo veniva percorsa da quanti si recavano, d'estate, dal Vallo di Diano in Puglia a lavorare nei campi per la raccolta del grano. E per secoli è stato oggetto di devozione da parte di tutti. Chiunque passava per quella che fu definita «la strada del grano» si fermava davanti a quell'affresco per una preghiera all'Arcangelo Michele, il cui culto è peraltro assai diffuso in tutto il Vallo di Diano. Purtroppo, col terribile terremoto del 1980, parte del costone roccioso sul quale era stato dipinta l'immagine dell'Arcangelo franò. Ed i massi che se ne staccarono precipitarono giù, perdendosi nella fitta vegetazione dell'area sottostante. Con essi scomparve anche l'affresco. Una perdita alla quale un artigiano di Sala Consilina, Mimmo Gorga, devotissimo dell'Arcangelo, non si è mai rassegnato. E con caparbia determinazione ha cercato quell'affresco finché non lo ha ritrovato. «Ho scavato per anni - racconta - nelle ore libere dai miei impegni di artigiano, tutt'intorno ai massi precipitati giù per liberarli dal terreno dal quale erano stati ricoperti. Ed è stato un lavoro che ho condotto con certosina pazienza, e non senza sacrifici, ma sempre con la convinzione che ce l'avrei fatta. E così è stato. Sono infatti riuscito a trovare il masso che cercavo: quello appunto con l'affresco». Immensa la gioia per Mimmo Gorga. Del dipinto micaelico sul costone roccioso aveva sentito parlare sin da piccolo. E, prima del sisma dell'80, spesso si era recato a pregare dinanzi ad esso. «Quando, rimuovendo il terreno, mi sono reso conto che sotto quel grosso frammento di roccia c'era ciò che avevo cercato da sempre, quasi non credevo ai miei occhi», dice commosso l'artigiano di Sala Consilina, che subito aggiunge: «Ne ho immediatamente informato i competenti organi istituzionali. Fra essi anche la Soprintendenza. Ora spero che l'affresco venga al più presto recuperato e restaurato». Questa, ovviamente, è anche la speranza di tutti. Quel dipinto appartiene alla storia di Sala Consilina. Ricorda, fra l'altro, importanti eventi del passato, in particolare quelli legati alle migrazioni stagionali dei braccianti agricoli verso le Puglie. Restituirlo agli antichi splendori significa dunque anche far rivivere un pezzo di storia del passato della città. Ciò senza contare che, ricollocandolo al suo posto, si darà una prova concreta della devozione dei salesi a San Michele.