CON Gianni Minoli, per la serie «La Storia Siamo Noi», Rai Educational ha presentato «Roma Città Policentrica», di Maurizio Malabruzzi e Felice Pesoli. Con questo servizio, nel quale ha parlato anche Roberto Morassut, assessore all'Urbanistica del Comune, il sindaco di Roma Walter Veltroni ha indetto, alla Casa del Cinema, un dibattito sulle trasformazioni architettoniche ed urbanistiche, che daranno un nuovo volto alla Capitale, e nuova vita alle zone periferiche della città. Presente anche l'architetto Massimiliano Fuksas, che ha parlato di qualità e inclusione sociale. Il sindaco Veltroni, di ritorno da un breve soggiorno a Parigi per presentare «La Festa del Cinema», ha detto che Roma viene vista dai francesi, come una volta Parigi appariva ai nostri occhi: rinata. «L'obiettivo - continua - è quello di realizzare una città policentrica, dove anche nelle zone periferiche di Roma, che ospitano circa il 70 dei romani, potremo trovare ospedali, fiere, aule giudiziarie e, soprattutto, campus universitari. Ne costruiremo nelle zone di Acilia, Pietralata, Tor Vergata, perché non esiste una città che non abbia l'ossesione dei giovani, e a Roma, principalmente nelle zone periferiche, vanno fatte delle scuole belle». Si parla anche di allargare la stessa facoltà di Scienze della Comunicazione, nei locali della Zecca, in quanto la sede in via Salaria, comincia ad essere troppo stretta, a causa dell'affluenza di ragazzi. «Il problema delle periferie - ha continuato Veltroni - è che andrebbero demolite e ricostruite per fare delle cose più belle, proprio perché sono state costruite in cemento armato ma, non conoscendo bene i materiali di costruzione, non si sa quanto ancora potrà tenere. Abbiamo già abbattuto dei palazzi lesionati in via Giustiniano Imperatore, e anche se sarà difficile convincere la gente cha sia giusto farlo, è una strada che vogliamo continuare». Quindi da città monocentrica a policentrica, perché include le periferie che erano state escluse in passato. La linea degli interventi da apportare segue un percorso preciso che va dal quartiere Flaminio, prosegue con l' Ostiense e finisce con l'Eur. Il Flaminio conta già molte opere di architettura; tuttavia vi saranno altri cambiamenti, con l'Auditorium di Renzo Piano e il Maxxi dell'architetto Zaha Hadid, al posto di caserme ora in disuso. Ostiense, diventerà il quartiere dei giovani, con attrazioni di svariato genere. L'Eur, considerato da Fellini tra gli anni '40 e '60 come «la città dei fantasmi, dove abitano solo le statue», sta aspettando l'intervento di Fuksas con il progetto «Nuvola». E ancora, è prevista la realizzazione della Nuova Stazione Alta Velocità Roma - Tiburtina, con un ponte lungo 360 metri, dove ogni giorno entreranno ed usciranno 2500 persone.