CREMONA - Beni culturali: a Cremona si è raggiunto lo sfascio. Mancano i soldi e. l'Archivio di Stato è sull'orlo di chiudere i battenti. I dati sono drammatici. L'immagine della direttrice, Angela Bellandi, che ogni mattina porta il sapone liquido da casa per i bagni, è il simbolo di questo interminabile viaggio all'inferno. Da oltre un anno l'istituzione non paga la Tarsu al comune per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. E ancora. Sono ottomila gli euro che deve versare all'Azienda Energetica Municipale per l'utilizzo della luce elettrica e del riscaldamento. I tagli stanno per colpire tutto. La direttrice, a conti fatti, sta decidendo se diminuire le ore di accensione dell'impianto di riscaldamento nel periodo invernale e portarle da sei a tre. Il funzionario teme infatti che la mora sulle bollette non pagate da dodici mesi possa ulteriormente influire sul bilancio, arrivando così alla chiusura dei contatori. A preoccupare vi sono, però, altri nuvoloni neri che si addensano sul bilancio. Nelle stanze di via Antica Porta Tintoria, un palazzone rosaceo degli anni Sessanta che ospita da una ventina d'anni l'archivio, si sta decidendo dove tagliare sulla manutenzione degli impianti di sicurezza. Il dilemma è veramente terribile e pone anche dei problemi di coscienza soprattutto nei confronti degli utenti che ogni anno arrivano a studiare la storia della liuteria. Tre sono i settori fondamentali su cui si abbatterà la scure del risparmio: la gestione del complesso sistema antifurto, del fondamentale impianto antincendio, oppure della revisione degli estintori; essenziali per il rispetto della legge sulla sicurezza nei posti di lavoro. E sotto la mannaia c'è anche il servizio di pulizia nelle diverse sezioni. È' un miracolo che si arrivi a garantire la presenza dell'impresa di pulizia una volta alla settimana. Si è arrivati al paradosso che non ci sono più i soldi neppure per la carta igienica. Tra i lavoratori si sta facendo la conta su chi dovrà procurarla. Se la situazione per il mantenimento della sola attività d'apertura dell'immobile al pubblico è grottesca, il versante dell' attività di conservazione è, addirittura, devastante. Si è automaticamente bloccata l'attività di microfìlmatura, indispensabile per rendere consultabili i documenti senza sottoporli a continue manipolazioni: il progetto per microfilmare i registri anagrafici del Comune di Cremona è stato respinto. E non si tratta di cifre iperboliche: tempi normali per questa attività non si sono spesi più di venti milioni all'anno. Non è stato finanziato nemmeno il restauro dei registri dello stato civile recuperati dal Tribunali in condizioni fatiscenti, nonostante sia stata inviata al ministro la relativa documentazione fotografica. Al palo anche i contenitori di documenti, i lavori di conservazione dagli agenti atmosferici e la microfìlmatura. In virtù di questo sta arrivando anche un blocco sull'utilizzo della fotoriproduzione ed informatica, nonché il funzionamento delle fotocopiatrici, delle stampanti e dei computer. I finanziamenti statali per garantire il funzionamento dell'Archivio di Cremona sono passati in tre anni da 400 milioni di lire a 4 3.000 euro. Con una diminuzione di entrate pari all'80 per cento. «A questo c'è da aggiungere - dice il direttore - la direttiva del Ministero che ci impone di utilizzare la Consip, una società di servizi del ministero del Tesoro che ha il compito di bandire le gare per la fornitura dei beni di servizio, cancelleria e altro. Gli acquisti possono essere eseguiti solo on line, senza possibilità di visionare direttamente la merce, e senza poter reclamare se la qualità risulta scadente. Lo stesso ministero, peraltro, ammette che i preventivi presentati risultano più onerosi rispetto ai prezzi precedentemente pratica ti dalle ditte locali». Un esempio? Per la pulizia annuale si spendevano 9000 euro, ora la dirigenza dovrà metterne a bilancio 16.000.Dunque non c'è un euro, neppure per celebrare la Settimana della cultura che partirà proprio lunedì. Il piatto piange sempre di più.
Archivio senza soldi. Manca anche la carta igienica
A Cremona, l'Archivio di Stato è sull'orlo di chiudere i battenti a causa di mancanza di fondi. La direttrice, Angela Bellandi, deve prendere decisioni difficili per ridurre le spese, come diminuire le ore di accensione dell'impianto di riscaldamento e tagliare la manutenzione degli impianti di sicurezza. I lavoratori devono procurarsi la carta igienica e la pulizia è limitata a una volta a settimana. La microfìlmatura dei documenti è stata bloccata e il restauro dei registri dello stato civile è stato respinto. I finanziamenti statali sono diminuiti del 80% e gli acquisti devono essere eseguiti online senza possibilità di visionare la merce.
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