«Sono qui per mettere l'accento sul ruolo di Reggio come grande città di cultura e di arte, su cui forse fino ad oggi non abbiamo creduto e investito abbastanza». Il ministro dei Beni culturali, Rocco Buttiglione non è certo uno che parla per l'applauso. L'affermazione perentoria che apre il suo intervento nel Salone dei Lampadari di Palazzo San Giorgio è dunque tutto meno che una risposta ruffiana al garbo istituzionale del sindaco Giuseppe Scopelliti, che gli sta accanto in conferenza stampa assieme al capogruppo dell'Udc Paolo Arillotta e all'assessore Antonio Caridi. Nemmeno un aggancio sentimentale con le sue radici («mia nonna è reggina, una Labate di Sbarre», rivela). È la consapevolezza che questa città possiede tesori inestimabili non ancora adeguatamente sfruttati. In senso spirituale, soprattutto, e poi in quello materiale. Già, perché «i Beni Culturali sono, prima di tutto, una risorsa che ha la funzione di rendere più libera la nostra anima ed esistono per permetterci un'emozione estetica, la sorpresa davanti al bello e la memoria storica. Non negherò, anzi tutt'altro, che ci sia anche la funzione di contribuire all'economia locale attirando visitatori e flussi turistici, ma anche per richiamare turisti bisogna avere la convinzione della grandezza e della bellezza delle cose che abbiamo da offrire. Bisogna lanciare nel mondo l'idea che è bello essere italiani, che è bello essere calabresi». Il ministro rifiuta l'idea di una regione perennemente a lutto: «La lotta contro la 'ndrangheta è elemento fondamentale della nostra politica, ma guai a lasciare che l'immagine della Calabria venga ridotta alla 'ndrangheta. Dobbiamo essere capaci di partire dal positivo che c'è e che è grande». Buttiglione è fiducioso perché registra fermenti positivi: «II secondo motivo della mia presenza a Reggio è ringraziare e rendere omaggio a un bravo sindaco ed alla sua giunta per il livello eccel-lente di collaborazione che siamo riusciti ad instaurare ed anche perché so che del loro programma fa parte proprio il riconoscimento di questa vocazione della città: avete gioielli stupendi da mostrare e anche straordinari spazi espositivi. Reggio potrebbe diventare un luogo in cui mostrare al Mediterraneo la grande arte dell'Europa centrale, stabilendo rapporti, accertando se sia possibile portare qui qualcuna delle grandi mostre che rappresentano l'elemento trainante della cultura odierna». Corrette relazioni istituzionali sono, per il ministro, il presupposto indispensabile di qualunque ipotesi di progresso: «Vedo troppa faziosità in giro nel Paese. Leggevo sui giornali di oggi che un giovane italiano morto con il nome della sua patria sulle labbra viene considerato indegno di avere dedicata la via di una grande città. È sbagliato. C'è un gioco al massacro di cui, alla fine, rimane vittima la democrazia italiana. Molto opportunamente il presidente Ciampi ha richiamato alla necessità di non fare politica con la denigrazione e l'insulto. Sempre su i giornali sono apparse alcune notizie infondate sulla rimodulazione dei fondi del Ministero per i beni e le attività culturali: non sono tagli, è un modo di rispondere ai tagli. Abbiamo il problema di far fronte ad esigenze diverse, allora spostiamo i fondi da dove sappiamo che i denari resterebbero congelati, immobilizzati, perché non si farebbe nulla nell'anno 2006, e li utilizziamo per mandare avanti e completare tutte le opere previste per questo periodo». Insomma, in questi tempi di vacche magre, occorre puntare sulle priorità. E sulle opportunità. Una di queste viene dal cinema e riguarda proprio il Sud perché, ricorda Buttiglione, le regioni meridionali possono attingere ai fondi strutturali europei anche per il sostegno dell'industria cinematografica: «Se ci si coordina tra regioni del Sud potremmo dar vita a una produzione importante e di alto valore culturale». In verità il coordinamento dovrebbe avvenire anche all'interno delle stesse regioni. Nella nostra, per esempio, come rileva Scopelliti, la giunta Loiero da via libera alla Film Commission Calabria (e fa bene) ma frena la Film Commission Reggio-Aspromonte. Prima di chiudere, il ministro apprezza la proposta di Paolo Arillotta, appoggiata dal sindaco, di intitolare Largo Botteghelle a Giovanni Paolo II: «Un uomo che ha fatto la storia. Forse il comunismo sarebbe crollato anche senza di lui, ma in un mare di sangue». Il segretario regionale dell'Udc Talarico, che è in compagnia del vicepresidente del consiglio regionale Occhiuto, considera la visita un ottimo viatico per le prospettive della città: «Buttiglione punta molto su Reggio. Il suo impegno non può che essere salutare». E Pasquale Inzitari aggiunge: «L'interesse del ministro è genuino. I fatti già lo dimostrano. Ma gli obiettivi sono più ambiziosi».
Buttiglione mette l'accento su Reggio città d'arte
Il ministro dei Beni culturali, Rocco Buttiglione, ha sottolineato il ruolo di Reggio Calabria come grande città di cultura e arte, sottolineando la necessità di valorizzare i suoi tesori culturali e artistici. Il ministro ha anche espresso la sua fiducia nella collaborazione con il sindaco Giuseppe Scopelliti e la giunta regionale per il riconoscimento della vocazione della città. Ha anche parlato della necessità di corrette relazioni istituzionali per il progresso della città e ha richiamato l'attenzione sulla importanza di non fare politica con la denigrazione e l'insulto.
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