ANCONA - Lisippo, una lettera della curatrice del Getty Museum di Malibù Marion True prova in maniera inconfutabile la provenienza illecita della statua. Il cerchio si chiude, la restituzione - almeno sotto forma di prestito a lungo termine come ipotizzato del ministro Buttiglione - è quanto mai vicina. La rivelazione niente meno l'altro giorno che sulla prima pagina de Le Monde. Una lettera del 19 settembre 1991 che non lascia dubbi e che sarà, insieme ad altre, la prova schiacciante nel processo in corso alla sesta sezione penale di Roma in cui la True - allora responsabile delle acquisizioni archeologiche al Getty Museum - è imputata di associazione per delinquere e ricettazione di beni italiani esportati illegalmente. Lettere in cui la True ammette candidamente la presenza nella collezione di pezzi di cui "disgraziatamente non sappiamo da dove vengono". Destinatario, Giacomo Medici ex proprietario di gallerie internazionali condannato il 4 marzo 2005 a dieci anni di reclusione e a dieci milioni di euro di risarcimento allo Stato italiano per traffico illecito di materiale archeologico. Le Monde mette in particolare risalto proprio la vicenda del Lisippo, venduto a un antiquario di Gubbio per l'equivalente di 150 euro e acquistato dal Getty nel '74 per 3 milioni di dollari. La statua attribuita al celebre scultore greco è tornata di recente ad essere esposta dopo essere stata dimenticata per anni nei magazzini del Getty Museum. La vicenda è seguita con particolare attenzione anche dai giornali Usa. Il Los Angeles Times ha inviato a Roma un suo corrispondente.